Leggere

Se non vuoi farti chiamare femminista

Ascoltando la radio per concentrarmi sulla scrittura di un articolo sono inciampata in questa dichiarazione di Betty Friedan, autrice de “La mistica della femminilità”. 

“Se non vuoi essere chiamata femminista, restituisci tutto!” Il diritto di voto, l’eguaglianza, il diritto di scegliere il proprio lavoro ed il proprio stile di vita.

Femminista non è una brutta parola, né una bella parola. E’ solo una parola che significa: persona che sostiene la completa emancipazione della donna sul piano economico (ammissione a tutte le occupazioni), giuridico (piena uguaglianza di diritti civili) e politico (ammissione all’elettorato e all’eleggibilità), e che attualmente auspica un mutamento radicale della società e del rapporto uomo-donna attraverso la liberazione sessuale e l’abolizione dei ruoli tradizionalmente attribuiti alle donne (Enciclopedia Treccani)

Grazie alla magia di Wikipedia, visto che in nessun’altra enciclopedia le donne hanno tanto spazio, ho scoperto l’autrice, casalinga americana che negli anni sessanta ha avuto l’intelligenza di scrivere: « Ritengo che le  energie [femminili]  sprecate continueranno a essere distruttive per i mariti, per i figli e per loro stesse, finché non verranno adoperate in un proprio rapporto con il mondo. Ma quando le donne, al pari degli uomini emergono dalla vita biologica per realizzare la propria piena umanità, il resto della loro vita può diventare il tempo delle più alte soddisfazioni »

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2 thoughts on “Se non vuoi farti chiamare femminista

  1. Verissimo, Gaia. Quanta energia, quanta creatività ci possono essere in una donna? E’ assolutamente vitale sapersi togliere – al momento giusto, chiaramente – le vesti che ci hanno cucito addosso altri o che ci siamo lasciate cucire addosso. La donna, soprattutto quella italiana, ancora fa i conti con stereotipi che si credevano sorpassati e che a quanto pare sono tornati di moda.

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  2. Infatti il reportage parla proprio di una “new domesticity”, di un ritorno alla vita domestica, fra l’altro incoraggiato dalla situazione economica e dalla mancanza di lavoro.

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