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Lettera aperta a Monti

di Fabrizia Bergamini Curti

Premetto:  L’ ho scritta qualche giorno fa, poi il 15 c’e’ stata l’apertura iniziale della Camera. Ho visto gente (i nostri politici) sghignazzare, fare battute sulle gravidanze dei nuovi onorevoli, insomma divertirsi, mentre fuori c’è un paese che soffre. Speriamo, vogliamo credere nel cambiamento ma mi auguro che questa non sia solo un’illusione.

Professor Monti, poco più di una anno fa per noi italiane all’estero la sua salita in politica aveva rappresentato un speranza. Anche se non era ancora chiaro di quale parte politica fosse, (qualche dubbio si poteva avere), lei comunque rappresentava l’affrancarsi dal
berlusconismo con tutto quello che ha significato per l’universo femminile italiano. Questi ultimi venti anni hanno significato per noi donne cancellare tanti tentativi di conquiste e la ricomparsa di un immagine legata al mondo femminile unita alla sessualità più triviale.

Purtroppo dopo un anno credo che molte si siano ricredute, sia per le politiche legate al sociale che per il fatto che, in pratica, le uniche vere riforma vera passata sotto la sua legislatura (con grandissima fretta), sono stata la riforma del sistema pensionistico italiano e quella del lavoro. Ma il peggio per noi doveva ancora venire.

Nel suo governo “tecnico”, in posti chiave, aveva messo donne capaci e preparatissime. A loro nessuno si sarebbe sognato di fare domande imbarazzanti sulla loro femminilità o altre amenità del genere. Venuto il momento di presentare la sua “Lista civica” troviamo alcune donne. Monti candida per la camera il 14.6 per cento e per il Senato appena il 17.4 (tabella elaborata dal quotidiano “La Stampa”). La cosa più discutibile e’ che la candidatura di alcune di loro desta non pochi sospetti. Almeno due vengono candidate con l’esigenza di attirare un certo numero di elettori non certo per le loro capacità politiche ma per ben altro. Annalisa Minetti, che poi non e’ stata eletta, e’ stata una cantante, modella, sportiva di rilievo alle ultime ParaOlimpiadi ma questo cosa c’entra con l’avere capacità politiche? La seconda che si e’ lasciata utilizzare in modo veramente cinico e meschino e’ Valentina Vezzali, pluricampionessa olimpica, grandissima atleta.

Ma anche qui cosa c’entra questo con la politica e, soprattutto, una politica che rappresenta le donne? Politica deriva da polis, in greco città, il cui significato più ampio e’ il desiderio di occuparsi della cosa pubblica (della città appunto) per il bene comune; per occuparsi della “cosa pubblica” in una società complessa come la nostra bisogna essere preparati, farne per gli anni in cui si desidera rimanere in carica la propria unica attività, con passione e impegno, dedizione onestà nell’agire e onesta’ intellettuale.

La Vezzali e’ stata eletta, devo dire purtroppo, da donna. Aspetta il secondo figlio per il mese di maggio e chiaramente vuole
partecipare alle Olimpiadi brasiliane del 2016. Non ha nessuna preparazione politica e tralascio di parlare circa il suo pietoso siparietto con Berlusconi nel 2008, smentito ora per ragioni di opportunità politica (evviva l’onesta’ intellettuale!).

Ho una figlia atleta, non credo proprio che andrà alle Olimpiadi del 2016 (e’ troppo giovane), la speranza dei suoi allenatori e’ che possa partecipare a quelle dopo. Si allena cinque ore al giorno. Sarà interessante vedere quanto tempo dedicherà la signora Vezzali alla sua nuova attività. Una sua collega ha detto che l’avrebbe votata e che comunque dopo nella sua vita non sarebbe cambiato nulla, si sarebbe recata agli allenamenti con l’auto blu, questa la differenza.

That’s it! Egregio Prof. Monti ma lei crede che noi donne avessimo bisogno di questo?

È questa la rappresentanza politica che cercavamo? È questo il nostro modello e la persona che dovrebbe tentare di risolvere i nostri problemi, piuttosto complicati? Perché la nostra politica dominata ancora dal potere maschile non riesce a darci una seria rappresentanza femminile ma propone solo vecchi “specchietti per le allodole”.

Una donna, politica vera, Monti non l’aveva a disposizione?

Italian Prime Minister Silvio Berlusconi

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