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Cosa direbbe Franca Rame

Oggi Franca Rame è morta.

Se c’è una donna visibile per eccellenza, questa è stata Franca Rame.
Una  donna impegnata, di grande onestà intellettuale, ma soprattutto un esempio di coraggio.
Il coraggio e l’idealismo la fecero approdare al Parlamento, senza purtroppo riuscire a scuotere l’immobilismo dei politici “di professione”: basti vedere la reazione degli onorevoli presenti al suo appassionato e civilissimo discorso contro la colpevole leggerezza delle istituzioni nella faccenda delle morti per uranio impoverito.

C’è un passo verso la fine di questo discorso, che recita così:

Aspetto il giorno in cui tutte le donne del parlamento italiano in quanto donne e madri si ribellino alla guerra che i governanti hanno nel loro DNA, votando un bel NO alle cosiddette missioni di pace, una pace che non ha portato né liberazione né democrazia, ma dolore e morte

 

Aspetto il giorno in cui tutte le donne del parlamento italiano in quanto donne e madri si ribellino alla guerra

Ma noi potremmo sostituire guerra con violenza e allora avremmo idealmente:

Aspetto il giorno in cui tutte le donne del parlamento italiano in quanto donne e madri si ribellino alla violenza

Sto pensando a ieri, alla seduta per la ratifica del Trattato di Istanbul – ratifica che è avvenuta, sì, ma in un’aula pesantemente vuota e proprio nel giorno dei funerali di Fabiana Luzzi, la ragazza di sedici anni massacrata dal fidanzato – ancora una volta, un’altra donna uccisa dal partner e un’altra violenza, la violenza dell’indifferenza, nei confronti delle donne italiane.

Cosa avrebbe detto Franca Rame, lei, che pure è stata vittima di violenza fisica e sessuale e per di più a causa delle sue idee politiche? E’ bene ricordare che l’atto di violenza che dovette subire fu perpetrato come tutti sanno da un gruppo di fascisti, fu denunciato mai la magistratura lo lasciò cadere in prescrizione.

Si rese visibile, molto più che visibile, con il rischio di essere denigrata, vilipesa nuovamente, ma anche fece capire crudamente e da vicino l’obbrobrio di un atto simile, che tradizionalmente invece viene taciuto – figuriamoci poi se compiuto in nome di chissà quale guerra ideologica.

Proprio in questi giorni, in cui si sta discutendo ancora più vivacemente sul femminicidio, in rete e sui giornali, si scopre che una buona parte di opinione pubblica maschile e spiace dirlo, anche femminile, è fortemente polemica nei confronti della questione del femminicidio e di chi la solleva: anzi addirittura la minimizza. I casi da citare sarebbero troppi.

Basterebbe aprire un social network come Facebook per poter leggere quello che è davvero il pensiero strisciante di molti italiani “Il femminicidio è un falso allarme, non capisco perché dare priorità al femminicidio, il femminicidio non esiste, la lotta alla mafia viene prima della lotta al femminicidio” perfino ” la questione del  femminicidio è solo una manovra per fare ottenere i finanziamenti ai centri anti-uomo (sic),  etc. etc.”  O basta dare un’occhiata alle segnalazioni di un blog come Comunicazione di Genere per averne un’idea ancora più completa.

Dico “pensiero strisciante” perché coinvolge trasversalmente tutti, anche molte donne,  e non persone qualunque, ma pure  persone di una cultura medio-elevata.

Ora, in questi giorni, mi chiederò: onestamente,  cosa direbbe adesso Franca Rame, di fronte all’incapacità di una nazione ad accettare l’idea “della violenza di genere”, cioè ad accettare l’idea che debba essere condannata la violenza nei confronti dell’altro sesso?

Cosa direbbe Franca Rame di fronte all’incapacità di una nazione ad accettare l’idea che il problema della violenza sulle donne sia solo la punta dell’iceberg di una più diffusa cultura di subordinazione e umiliazione della donna? (vedi il bell’articolo di Marilù Oliva su Carmilla On Line, La Cultura del Femminicidio )

 

Io credo che direbbe: Aspetto il giorno in cui tutte le donne del parlamento italiano in quanto donne e madri si ribellino alla violenza

 

Anzi no, forse direbbe: Aspetto il giorno in cui tutte le donne dello stato italiano in quanto donne e madri si ribellino alla violenza.

 

Io direi che non c’è più tanto tempo da aspettare.

Ciao Franca, ci mancherai.

lastampa.it

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4 thoughts on “Cosa direbbe Franca Rame

  1. Ciao Anna,
    dopo tre giorni senza rete…(quelli della Kabel Deutschland dicono che la sconnessione é a causa del´acqua alta) sono finalmente connessa : )!
    Ti consiglio di vedere il video di Repubblica.it in cui Dario Fo le dà un suo ultimo saluto, recitando in anteprima un pezzo che avevano scritto insieme…sulla Creazione..bellissimo e molto commuovente

    Lilly Bozzo-Costa

    Mi piace

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