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Vi presento la mia vicina di casa: Barbie

Permettetemi un post personale per parlarvi di una mia grande amica d’infanzia.

Barbie ha preso casa a Berlino. In occasione dell’apertura di una casa di Barbie a grandezza naturale ci sono state molte proteste. Contro la nuova Berlinese, perché si dice che rappresenti un modello sbagliato di donna, tutta bellezza, curve e zigomi. Che con il gioco si trasmetta un modello sbagliato di donna adulta. Capisco le critiche, ma mi sembra che si tratti più di una visione della donna che si riflette sui giochi per bambini e quindi sulla Barbie, piuttosto che il contrario.

I mille lavori di Barbie

Forse le Barbie sono cambiate negli ultimi vent’anni ma per me Barbie ha sempre rappresentato la donna indipendente, padrona della propria vita e delle proprie scelte. Un modello da seguire da ammirare. Prima di Hillary Clinton, di Fabiola Giannotti e di Sheryl Sandberg, la mia Barbie già sapeva di poter essere tutto. Infatti aveva un curriculum molto vario: veterinaria, presidentessa, campionessa di basket (mia sorella maggiore era una bravissima giocatrice di basket), stilista, astronoma, proprietaria di un negozio, giornalista, cuoca. Queste due ultime cose poi sono rimaste con me anche quando le Barbie sono finite in scatola. Non mi ha mai fatto pensare di dover dimagrire, farmi crescere i capelli boccolosi o impiantare degli zigomi nella mia faccia rotonda. Proprio come la mia Barbie, ai miei occhi ero già bellissima così com’ero e avrei potuto fare tutto.
Probabilmente perché non ero sola ad interpretare il mondo, perché ho avuto dei genitori a sorvegliare i miei giochi.
Perché avevo una madre per cui sarei stata (e sono) in grado di fare tutto. Le bambole alla fine sono bambole e finiscono in scatola. I modelli restano. Sono sicuramente molto più femminista di mia madre, ma solo grazie al senso di libertà e di consapevolezza che lei mi ha trasmesso.

Barbie si contrapponeva per me alla bambola classica, quella con le sembianze di bebé con cui potevi fare solo la mamma ma difficilmente immaginarti etologa o batterista.  Compativo i maschi ristretti ai loro Big Jim, che sapeva fare solo la guerra, quando la mia Barbie era talvolta gelataia, talvolta campionessa olimpica di salto in lungo. Negli anni ottanta e novanta, mentre le donne in tv facevano le vallette mute, le ballerine che non sanno ballare, la mia Barbie ha vinto diversi campionati di pattinaggio artistico ed un premio Nobel (non so quale però) e viaggiava per il mondo da sola con un camper fucsia.

Infatti se ha avuto un effetto negativo, è stato proprio quello di elevare troppo le mie aspettative!

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3 thoughts on “Vi presento la mia vicina di casa: Barbie

  1. carissima Gaia,
    il tuo articolo mi piace, ma devo ammettere che la mia esperienza con la Barby é stata piuttosto diversa, forse perché quando ci giocavo io non c´erano ancora tutti i modelli attuali e quelli che c´erano erano più assimilabili alle veline che si vedono oggi in televisione…in effetti con Kent e la Barbie ho dato il via alle mie prime fantasie sessuali, oggi c´é Internet all´epoca c´era la Barbie e Kent e si inventavano delle storie incredibili…a 8 anni tutto é possibile : ) dopo i 10 anni mia madre mi disse che c´era una bimba rimasta orfana di padre ecc ecc…così le ho regalato tutte le mie Barbie-veline i miei Kent-principi-azzurri e addio fantasie sessuali pre-adolescenziali !
    LBC

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  2. ciao vicina di blog,
    da piccola, la Barby era un giocattolo molto ambito e quando l’ho avuta tra le mani mi sono spaventata, era “troppo” per me, lei rappresentava la donna adulta che forse sarei diventata ……. oggi che sono grande, non le somiglio 🙂 forse non ci ho giocato abbastanza.
    buon autunno
    Sally

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    • Ciao Sally, grazie per aver condiviso la tua esperienza! Scrivendo questo post mi sono accorta che non so perché, ma l’aspetto di Barbie, che sembra creare problemi perché rappresenta un ideale assurdo di bellezza, per me non era importante, i capelli biondi, il seno, la vita sottile erano secondari. Era una donna, non una mamma o una bimba, per la quale immaginare tante vite diverse.

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