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Visibilità e coraggio sono sostantivi femminili – Lorenza Carlassare

Sembra scontato ma non lo è poi molto.

È di queste ore la notizia che  la giurista e costituzionalista Lorenza Carlassare a seguito della sospensione della sessione del Parlamento di ieri si è dimessa dalla Commissione dei 35 Saggi, con una lettera al Ministro Quagliarello molto eloquente, che si può leggere qui 

Ma le sue dimissioni non sono state un fulmine a ciel sereno, è da un mese e mezzo che erano nell’aria. Basta leggere un estratto da una intervista rilasciata a Radio Radicale :

“Le riforme da noi hanno lo scopo di delegittimare la Costituzione esistente e di dare un po’ di sostanza a quella vena di autoritarismo che ci portiamo dietro da sempre, perché la riforma della forma di governo è totalmente inutile» E ancora:

“Il presidenzialismo all’americana non lo vogliono perché lì i poteri del presidente sono davvero limitati dal parlamento e dal potere giurisdizionale, e allora c’è l’idea del semipresidenzialismo che vedono come un filone che può portare la concentrazione dei poteri in una persona sola, questa è l’aspirazione».

Se è rimasta fino ad oggi, per sua ammissione, è per portare la sua voce dissidente : «A questa aspirazione autoritaria io non ci sto e quindi la mia idea sarebbe di portare la mia voce dissidente, ma forse ho sbagliato ad accettare perché questa voce dissidente non avrà alcuno spazio»

E la sospensione della sessione parlamentare di ieri – una iniziativa politica straordinariamente poco responsabile nei confronti del popolo italiano – è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.
Perché vi racconto questo? Non certo per fare il punto sulla situazione politica di questi giorni, ma per far notare una cosa forse scontata, ma non poi così tanto: l’unica voce “dissidente”, di protesta esplicita di un alto rappresentante dello Stato (come dovrebbe esserlo un membro della Commissione dei 35 Saggi) ai fatti di queste ore è venuta da una donna.

Una donna che è anche insigne costituzionalista  ma allo stesso tempo ha voluto essere una voce divergente. Sono sempre più convinta, che, a parità di meriti, competenze e autorevolezza, sarebbe auspicabile una maggiore presenza di donne nelle cariche dello stato più importanti. Ripeto: donne scelte per i loro meriti e le loro competenze e non perché satelliti del personaggio politico maschile più influente.

Anche se in maniera negativa, ovvero con un atto di dimissioni, oggi ne abbiamo avuto una prova.

Qui gli estratti dell’intervista a Radio Radicale riportati dal sito  di Lettera43

Qui il link a un articolo di Lorenza Carlassare sulla riforma della Costituzione e i suoi pericoli

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