Donne in vista

Lipsia e le donne

Qualche giorno fa ho avuto l’occasione di partecipare ad una visita guidata a Lipsia, il tema era : 1700-1800 biografie di donne a Lipsia.
Un giro di due ore per il centro di Lipsia a seguire le tracce di donne che in modi diversi contribuirono a fare di questa città un importante centro culturale, donne che spesso ancora oggi pochi conoscono.
Le storie sono tutte estremamente interessanti specialmente quelle di Friederike Neuber, Magdalena Bach e Elsa Asenijeff.
Anche se molto diverse e vissute in periodi molto diversi, le accomuna la grande passione per ciò che hanno fatto, la totale dedizione per un ideale sia esso il teatro, la musica o la letteratura.

Friederike Caroline Neuber


Frederike Neuber

Nata l’8 marzo del 1697 a Reichenbach (Vogtland) e morta il 29 novembre del 1760 vicino a Dresda, figlia di „buona famiglia“ il padre é avvocato e direttore del tribunale, la madre è una donna molto colta che si occupa di insegnare alla figlia a leggere a scrivere. Dopo la morte della madre iniziano gli anni duri, il padre tiranneggia la figlia, la molesta brutalmente, nel 1717 scappa di casa con Johnan Neuber, un aiutante del padre.

Si sposano a Braunschweig. Nel 1727 fonda una compagnia di commedianti e nello stesso anno ottiene la possibilità di avere un luogo fisso per la sua compagnia teatrale. Friederike Neuber scrive testi per il teatro, recita e gestisce la vita della compagnia.

La vita del suo teatro dipende sempre dalla disponibilità di zarine o principi di sostenerla finanziariamente. La guerra dei 7 anni é per lei l’inizio del declino, dopo la morte del marito si ritira a Laubengast e muore in condizioni di estrema povertà.

Oggi la città di Lipsia la ricorda con un premio il  “Caroline-Neuber-Preis”.

Anna Magdalena Bach, cantante e compositrice

Magdalena Bach

Nata il 22 settembre del 1701 a Zeitz in Sassonia e morta il 27 febbraio del 1760 a Lipsia figlia di un trombettista, la madre era figlia di un organista. Nel 1720 grazie alle sue grandi doti canore  canta con la sorella al “Weißenfelscher Hof”. Lavora come cantante presso diversi Corti, l’apprezzamento nei suoi confronti é così grande che riceve una riconpensa pari a quella del padre.Nel 1721 lavora come soprano presso la Corte di Anhalt-Köthen dove conosce Johann Sebastian Bach.

Nel 1721 sposa J.S.Bach a Köthen, nel 1723 prendono la decisione di trasferirsi a Lipsia. Per Magdalena Bach inizia un periodo difficile, Lipsia non accetta che le donne appaiano in pubblico, l’educazione dei figli che J.B. Bach ebbe dal primo matrimonio e le tredici gravidanze che deve affrontare la assorbono completamente. Magdalena Bach canta solo in circoli privati.

Dopo la morte di Johan Sebastian Bach si trova a dover affrontare una vita di stenti che la obbliga a chiedere l’elemosina.

Oggi sono in tanti a ritenere che diversi pezzi composti dal marito siano in realtà stati composti da lei o comunque a quattro mani.

Elsa Asenijeff

Elsa Asenijeff, musa e collaboratrice di Klinger

Nata il 3 gennaio del 1867 a Vienna e morta il 5 aprile a Bräunsdorf in Sassonia nel 1941, nel 1890 sposa un diplomatico ungherese e si trasferisce in Ungheria, dopo la morte del figlio si separa e inizia a studiare Filosofia e Economia a Lipsia.

Nel 1898 incontra Max Klinger e ne diventa la modella e compagna. Per 10 anni  vivono a Großjena: oltre ad essere una  musa Elsa si rivela una  preziosa collaboratrice. Ma nel 1911 Gertrud Blck diventa la nuova modella di Max Klinger. Elsa Asenijsieff  si separa dall’artista, scrive romanzi ante-litteram sulla condizione femminile e finisce i suoi giorni in una casa di cura.

 

 

 

Tutte e tre sono morte in condizioni di estrema povertá , morti i loro mariti, o abbandonate dai loro amanti, si ritrovano senza un “riconoscimento” per  i loro meriti, ma con tanti figli a carico (non esisteva ancora la pillola!) da mantenere. Se nel caso di Caroline Neuber grazie al premio la sua memoria rimane viva, nel caso di Magdalena Bach a Lipsia si é fatto un piccolo monumento che é difficile sia da trovare sia da capire a chi è rivolto, su Elsa Asenjieff non c’è nulla se non un ritratto di Max Klinger.

Non esistono strade ne piazze con i loro nomi, di vere e proprie staute neanche a parlarne …

Se la metà delle strade, piazze e scuole di una città avessero il nome delle donne che in queste città hanno vissuto e  “costruito”, verrebbe più naturale pensare che la storia l’hanno fatta anche loro.

 

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...