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L’altro giorno sono andata a comprare il pane

Mi hanno dato due buste con molte scritte, in occasione della giornata contro la violenza sulle donne.
Una parola in particolare mi aveva attirato l’attenzione: “La violenza non entra qui”

Cosa c’è di più innocuo di un pane caldo e profumato, di così comune e quotidiano nell’esperienza di tutti?

Già, comune e quotidiano: ma il comune e il quotidiano hanno mille facce e mille odori – c’è la faccia bluastra e contusa e c’è  l’odore del sangue, ad esempio.

La violenza domestica è purtroppo nella busta di ogni pane quotidiano – una banalità? Mica tanto, a giudicare dall’incapacità diffusa di renderla visibile e denunciabile.

Lunedì 25 novembre è stata  la giornata contro la violenza delle donne: certo, utile come sensibilizzazione a questo tema scottante e ancora troppo frequente.

Questa busta del pane mi ha fatto pensare. Ho notato che spesso le campagne di sensibilizzazione sono rivolte alle donne, per esortarle a rendere note le violenze subite, a recarsi in un centro antiviolenza…tutto obiettivamente giusto. Il taglio di queste campagne, che spesso usano  foto di donne con segni di botte e via dicendo, non mi convince però.

Rivolgersi unicamente alle donne  rischia di addossare ancora più aspettative alla donna vittima di violenza. Quante volte si sente condannare la violenza domestica e nel contempo “Sì, povera donna, però come mai non si è mossa prima? Non capisco come si possa continuare a subire in silenzio” Come se il persistere della violenza domestica giacesse in una inspiegabile o morbosa passività della vittima stessa.

Al contrario, il cuore del problema della violenza domestica non è nella passività della vittima: la vittima è vittima. Ma  è in chi pratica questa violenza, quindi nell’uomo, il più delle volte, nel partner.

Intendiamoci, è giusto responsabilizzare le donne a avere più coraggio, a non farle sentire sole in situazioni così terribili. I social network sono molto utili in questo senso. Ma è anche bene che si evidenzi come qualunque uomo, non solo chi ha psicosi conclamate o è notoriamente un criminale, può arrivare a usare violenza. È bene insomma responsabilizzare socialmente gli uomini: la violenza può entrare davvero nella busta del pane di chiunque, a qualunque livello sociale e di istruzione e in qualunque coppia, anche quella che si ama alla follia da sempre.

Nessuno e nessuna può veramente dire “je ne mangerai jamais de ce pain là” – non mangerò mai quel pane lì, non farò mai o non subirò mai una cosa simile.

In questo senso mi è parsa veramente illuminante il Centro degli Uomini Maltrattanti, nato a Firenze dal progetto Artemisia, con sedi anche a Bologna e Torino e che appunto si rivolge a entrambi, uomini e donne, per curare questo fenomeno sociale alla radice. Non lo conoscete? Non avete ancora visto il suo sito? Dategli un’occhiata, è una vera scoperta.

Insomma, se vogliamo che le donne smettano di essere vittime, dobbiamo innanzitutto smettere di trattarle come vittime: la donna è forte, può esserlo molto più dell’uomo, per fortuna. È la figura maschile che invece mostra dei tarli, delle debolezze, delle incapacità relazionali che non sono più conducibili a una sfera puramente personale. Sono sempre più convinta che la parte maschile della società sia malata di una debolezza che non vuole, non può ammettere per status e aspettative sociali.

Il fiocco bianco è il simbolo di questa campagna rivolta agli uomini: l’uomo che lo indossa riconosce la necessità di confrontarsi con questo argomento, davvero tabù, ovvero la necessità tutta maschile di rivedere le basi del proprio approccio verso la donna, verso la propria partner.

Uscire allo scoperto è un dovere di entrambi, uomini e donne.

E allora dillo che sei stato tu!

Iniziativa per Centro Uomini Maltrattanti

Il 4 dicembre si terrà a Roma, presso l’Auditorium “Parco della Musica” un grande evento di sensibilizzazione, con la partecipazione di artiste e artisti, allo scopo di raccogliere fondi per la creazione della sede romana del “Centro Uomini Maltrattanti”. Fra i partecipanti: Amedeo Minghi, Roberto Ciufoli, Rosario di Bella, Mario Castelnuovo, Grazia di Michele, Carmen Iovine, Gaja Cenciarelli.

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