Donne in vista/Notizie

Perché penso che non ci siano alternative – in risposta a P.Attanasi

di Lilly Bozzo-Costa

Che un uomo sia contrario alle quote-donna, lo posso capire, anche se non lo condivido affatto (preferisco usare il termine “quote – donna” a  “quote rosa”): chi vorrebbe mai, dopo 2000 anni di controllo, poter cedere anche un poco di quello che ha? Figuriamoci il 50% !

Come scrive Patrizia Attanasi, una donna che non considera naturale “una quota di rappresentanza” è innanzitutto una donna contro se stessa e contro le donne;  in secondo luogo, è una che se la racconta, spesso in cattiva fede.

Spesso proprio le donne in posizioni di prestigio non vogliono le quote-donna,  vogliono rimanere sole, non vogliono condividere i loro privilegi con altre donne competenti come loro.
Il confronto le spaventa, le rende insicure; la solidarietà  – per solidarietà intendo quella vera –  non l’hanno mai conosciuta o mai voluta conoscere.

È chiaro, ciò che conta non sono le quote ma il merito. Ma è anche chiaro che il merito delle donne, vista la continua predominanza maschile in politica e in altri settori lavorativi, non sia mai servito a nulla.

Mi chiedo se fino adesso il merito delle donne è stato ampiamente disconosciuto, perché insistere che solo questo debba contare? Non c’è il rischio, così facendo, che le donne perdano i prossimi anni a venire?

Chi, se non le donne stesse, possono cambiare qualcosa?
Solidarietà, competenza e onestà con noi stesse…..sarebbe già una piccola rivoluzione!

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