Esperienze

L’amica muore, ma nel ricordo delle amiche vive

A Lipsia lo scorso anno è morta una donna in bicicletta, vicino alla scuola dove porto i miei figli. Una brutta caduta in un punto non bello per il passaggio delle macchine e del tram nello stesso tempo.

È morta immediatamente a causa di un trauma rovinoso alla testa.

Da quel giorno sul piccolo ponte dove è morta la signora, le sue amiche hanno portato fiori, scritto lettere e lasciato bigliettini.

So tante cose di lei, che studiava greco, che ballava, che amava andare in bicicletta e che adorava i fiori.

A Natale hanno lasciato una ghirlanda di luci che mi ha tenuto compagnia tutto l’inverno mentre passavo con la mia bicicletta (è una strada che faccio tutto i giorni).
Poi con l’arrivo della primavera tutto sembrava affievolito, come il ricordo che inizia a sfumare. E invece ecco la sorpresa: poche settimane fa arrivano fiori primaverili freschi e la sua bicicletta, dipinta di bianco, è stata attaccata al ponticello.
Mi ha commosso: le lettere sono riapparse e chissà quante sorprese ancora ci riserveranno le sue amiche……Sì, le amiche, quelle che ci sono sempre.

In questi giorni abbiamo cambiato casa qui a Lipsia. Il trasloco con quattro bambini molto impegnati è sempre una grande sfida. Le amiche ci sono state tutte.
Luisa si è presa cura di mio figlio per due settimane, Emanuela ha nutrito le mie ragazze con una meravigliosa pasta al forno, tantissime hanno offerto aiuto in modi diversi, lasciando messaggi in segreteria o nella posta elettronica.
Ce l’abbiamo quasi fatta e tante offerte sono state declinate ma la sola idea di sapere che qualcuno nel momento del bisogno è lì è un aiuto psicologico incommensurabile.

Vorrei chiudere raccontando della mia amica del cuore in Italia: Isabella.
È una donna di successo, intelligente e ricca di emozioni e sentimenti.
Siamo diventate amiche tanti anni fa, in un periodo durissimo per entrambe.
Alcuni di quei giorni erano così bui per tutte e due, che ci siamo sentite spesso come naufraghe senza una spiaggia su cui poter approdare.
Per alcuni anni siamo state l’approdo una dell’altra, la spalla su cui piangere e disperarsi, l’amica con cui condividere sogni e tantissime paure.
Abbiamo fatto scelte diverse ma credo di poter parlare per entrambe, anche se siamo lontane: il bene che ci vogliamo è immutato, forse ancora più forte di un tempo.
So che ci saranno anni in cui tornare a stare insieme, quando la mia famiglia impegnativa e il suo lavoro di successo lasceranno più spazio ad entrambe.
L’ho sempre stimata e il suo successo mi ha sempre riempito di orgoglio come se fosse una sorella per me.
Forse se non ci fossimo aiutate in quegli anni in cui le difficolta’ sembravano enormi non ce l’avremmo fatta cosi’ bene.

Ti abbraccio Isabella!

 

L'amica muore ma nel ricordo delle amiche vive

La bici dipinta dalle amiche. Foto: Gaia Manco

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