Leggere

#Readwomen2014: Nadine Gordimer

Continuando la serie di consigli per lettura, questa volta voglio dedicarmi ai libri che non ho ancora letto, e che vi invito a scoprire con me.

Mi sono ripromessa di leggere qualcosa della scrittrice sudafricana Nadine Gordimer da quando ho deciso di trasferirmi in Sudafrica.

A giugno ho visitato la mostra “21 icons” a Johannesburg, dove Gordimer era una delle persone scelte per rappresentare coloro che hanno costruito il Sudafrica democratico di oggi. Qualche settimana dopo, Nadine Gordimer è morta.

Nella foto della mostra Gordimer sembra minuscola, seduta su dei volumi giganti, i libri che sono sempre stati la sua vita, come è ben esemplificato da “Scrivere è vivere”,  il discorso, o meglio, la lectio magistralis, che Gordimer tenne quando vinse il premio Nobel nel 1991. Il libro è anche un modo per conoscere direttamente il pensiero della Gordimer ed il suo impegno contro la segregazione razziale in Sudafrica.

Nadine Gordimer era un donna pragmatica, dichiarò che non si dedicò al femminismo perché aveva scelto una battaglia, quella contro il razzismo, e non voleva disperdere le energie.

Fra i tanti premi vinti da Gordimer, in una carriera lunga sessant’anni, ci fu anche un premio riservato alle donne, e proprio perché la competizione escludeva gli uomini, per principio Gordimer lo rifiutò. Non poteva accettare nessuna discriminazione, neanche positiva.

La lotta contro la segregazione razziale era stata una scelta dettata dalla sua morale. Lei, bianca e istruita, avrebbe potuto disinteressarsene. Spiegò così la sua scelta: “se sai che il tuo piacevole stile di vita è costruito sulla miseria deliberatamente imposta sugli innocenti, puoi decidere in coscienza di non fare nulla?”

Nadine Gordimer photographed by Adrian Steirn

Nadine Gordimer photographed by Adrian Steirn

Il suo romanzo più famoso è “La figlia di Burger,” che racconta la storia della figlia di un avvocato bianco che lotta contro l’apartheid, ispirata alla storia vera dell’avvocato che difese Mandela.

Forse “Racconti di una vita”, una collezione che raccoglie storie scritte dagli anni ’50 ai 2000, può essere un buon modo per cominciare a leggere Gordimer.

Infine come romanzo ho scelto “Nessuno al mio fianco”, perché racconta la storia di due coppie e mescola le vicende private (la divisione del lavoro nella coppia, ad esempio) con le vicende politiche del dopo-apartheid.

E voi, che libri ci consigliate per l’estate?

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3 thoughts on “#Readwomen2014: Nadine Gordimer

  1. Grazie Gaia per i libri consigliati. Devo ammettere che non ho ancora letto nulla della Gordimer ma ho letto molto su di lei e mi ha sempre affascinato, un ottimo punto di riferimento per tutti, non solo per le donne. Sull´Apartheid e il dopo Apartheid……il processo sarà lungo ma é già un miracolo che abbia iniziato!

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  2. Pingback: Siamo le storie che scegliamo: 6 donne sudafricane | Le Donne Visibili

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