Leggere

Chi ha paura delle sentinelle?

“Il 5 Ottobre Le Sentinelle di tutta Italia scenderanno in piazza a vegliare in 100 piazze diverse, per la libertà di espressione, per poter essere liberi di affermare che il matrimonio è soltanto tra un uomo e una donna, che un bambino ha il diritto ad avere la sua mamma e il suo papà e che loro hanno il diritto di educare liberamente i loro figli. Scopri a che ora e dove.”

“Non è grave il clamore chiassoso dei violenti, bensì il silenzio spaventoso delle persone oneste», disse un giorno Martin Luther King. “ ( dal sito di Ivan Scalfarotto)

Chi ha paura di persone silenziose che in piedi leggono libri – persone di buona volontà – amanti della famiglia e della tradizione?

Prima di rispondere a questa domanda, vorrei provare a fare con voi un ragionamento.
Come si legge nel loro sito, lo scopo delle Sentinelle in Piedi è quello di protestare “civilmente” e “pacificamente” perché “la libertà venga difesa”.

Ora mi chiedo: quale libertà? La libertà di non essere d’accordo che chi discrimina persone con un diverso orientamento sessuale sia punito per legge, ad esempio. La libertà di discriminare, di essere omofobo e transfobo insomma, così tanto colpita dal DDL Scalfarotto.

Insomma, la libertà di impedire che altri esercitino la libertà non solo di agire e pensare diversamente, ma di essere diversamente.
Mi fa male il pensiero che l’Italia, il paese da cui provengo e con cui nonostante la lontananza mi sentirò sempre legata, stia cavalcando un’onda retrograda, di ottusità e bigottismo da parte di buona parte della popolazione, e soprattutto della classe politica.

Si fa un gran parlare di riforme: ma quali riforme potranno mai essere fatte se prima non si riforma in direzione libertaria un paese vecchio e tendenzialmente illibertario, che non ha mai veramente fatto i conti con la tara antidemocratica di cui è affetto almeno sin dagli anni 20 del secolo scorso?

Come spiegare allora che un ministro dell’Interno, l’on. Alfano, si possa sentire in grado di contraddire quanto già stabilito per legge, e non solo! si senta in potere di ordinare ai sindaci italiani l’annullazione delle trascrizione dei matrimoni gay avvenuti all’estero con una semplice circolare?

So, conosco le obiezioni di molti – fra questi anche alcuni miei amici :
“Ma se non sei omosessuale, che te ne frega? Ci sono problemi in Italia (e anche altrove) molto più scottanti: la disoccupazione, la criminalità organizzata, in altri paesi c’è la guerra…E poi perché dovresti occuparti di diritti dei gay e LGBT, se ti occupi già di diritti delle donne?”

Ecco, qui vi voglio: i diritti. Il più grande malinteso, la più grande misconcezione e a volte, purtroppo, la più grande ipocrisia è pensare che ci siano varie, numerose tipologie di diritti: i diritti delle donne, i diritti dei gay, delle persone transessuali, i diritti al lavoro, al benessere, alla pace.
No. Non esistono “i diritti”: esiste il diritto e questo è uno, uguale per tutti. È inclusivo.

I propri diritti non sono il diritto di tutti. La propria libertà non è la libertà.
Chi sostiene, chi marcia per i propri diritti, per la propria libertà, e perché no? anche per la pace di una sola nazione, non marcerà per i diritti degli altri, per la libertà degli altri, per la pace di altre nazioni – insomma non si farà sentire, non promuoverà il diritto e la libertà – che, appunto, sono e devono essere unici e inclusivi di tutti gli individui. Perché non si può parlare di diritto senza parlare di inclusione. Qualunque diritto riservato solo a una certa categoria (sia di genere, o di etnia, o altro) è di fatto una discriminazione.
Non si può parlare di diritto della donna, ad esempio, senza parlare di diritto dell’uomo.Non si può parlare di diritto dell’uomo o della donna omosessuale, senza ripensare, in maniera migliore, il diritto dell’uomo o della donna eterosessuale.

Dobbiamo fare molta attenzione alle parole, e a non confonderne senso e direzione: le sentinelle parlano di protesta e veglia per la libertà di espressione, di difesa dei propri diritti , ma confondono- e non so fino a che punto in buona fede – il concetto di “diritti” con il concetto di “privilegi”. E quale maggior privilegio, se non il potere di obbligare il prossimo al proprio credo?

Per scendere su un sentiero più pratico e praticabile: mi domando, come giustamente ci si è domandato, come si possono organizzare manifestazioni in tutt’Italia senza avere alle spalle una struttura complessa.

Dietro a questa massa di “persone oneste e silenziose” ci sarebbero non solo i membri di Alleanza Cattolica ma anche quelli di Forza Nuova.

E se allora, invece di parlare di “manifestazioni in tutt’Italia di sentinelle a piedi”, parlassimo di “manifestazioni in tutt’Italia di movimenti integralisti cattolici e neofascisti”?

Ecco, per rispondere alla domanda iniziale: chi ha paura di persone silenziose che in piedi leggono libri (magari libri come quello di Costanza Miriano “Obbedire è meglio” o  “Sposati e sii Sottomessa”),  persone di buona volontà, amanti della famiglia e della tradizione? Sinceramente, io, io ne ho paura.

 

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