Leggere/Notizie

Siamo Charlie

Je suis CharlieAnche se mi fanno ridere, oggi non vi racconto che ho sempre amato le vignette di Charlie Hebdo. Trovo che alcuni disegnatori si abbandonassero a ridicolizzare le donne nel modo più facile, riducendole a due oggetti: lavapiatti o giocattolo sessuale.
Però, da ieri, anche io sono Charlie. Come tutti quelli che scrivono, leggono, parlano, respirano… Come tutte, anche le Donne Visibili sono Charlie.

Essere così lontana dalla “mia” Parigi mi pesa oggi. Da ieri pomeriggio controllo nervosamente computer, radio e tv per cercare di capire. Scusate se i paragrafi sono un po’ sconnessi.

Come ha detto ieri  una giornalista che per anni ha lavorato a Charlie Hebdo su TV5 Monde (il video non è ancora online, cercherò di aggiungerlo più avanti), c’è una violenza quotidiana contro l’opinione, contro l’umorismo, contro la libertà di espressione in atto tutti i giorni. Sono d’accordo. Basta frequentare i social network per rendersene conto. La violenza contro chi si esprime liberamente c’era già e sembra aumentare sempre.
C’è un’idea che alcune cose non si possano dire, perché i princìpi distorti di piccoli gruppi devono essere valori per tutti. TUTTE E TUTTI dobbiamo contrastare questa violenza ogni giorno, e siamo colpevoli di non averlo fatto, aggiungo. Di non aver mostrato abbastanza solidarietà a quella donna minacciata di stupro per aver proposto di avere un volto femminile sulle nuove banconote. A quel disegnatore a cui si augura una morte atroce perché ha preso il giro il profeta.

NO. Noi vogliamo vivere in un mondo dove possiamo essere prese in giro anche pesantemente e avere lo spazio per rispondere, sempre e solo con le parole. La violenza della guerra, invece, è proprio quella di chi non sa rispondere con le parole e si affida alle armi. Noi brandiamo un pennarello, una matita, una tastiera. Se possibile da oggi li stringiamo ancora più forte.

Facciamo attenzione però. Non abbandoniamoci alla guerra di “noi” contro “loro” in nome di chissà quale presunta identità culturale. E’ vero, è una guerra. Ma è una guerra fra la libertà ed i fascisti, nazisti, integralisti, oscurantisti, che si nascondono con codardia dietro a una causa, ad una religione con cui non hanno niente a che fare. Per una volta non è per niente difficile capire da che parte stare.
Una delle cose più belle l’ha scritta Igiaba Scego (scovato dalla nostra Anna):

“Oggi mi hanno dichiarato guerra. Decimando militarmente la redazione del giornale satirico Charlie Hebdo mi hanno dichiarato guerra. Hanno usato il nome di dio e del profeta per giustificare l’ingiustificabile. Da afroeuropea e da musulmana io non ci sto.”

Come ho già scritto sul mio sito, i giornalisti di Charlie Hebdo sono stati uccisi per quello che hanno scritto, il minimo che possiamo fare noi anche con i nostri piccoli mezzi del blog è ripubblicare alcune delle loro cose qui. Per dire che l’attentato di ieri non ci fa paura, ci dà solo più coraggio.
I diritti appartengono tutti alla coraggiosa redazione di Charlie Hebdo:

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Per una volta vorrei ospitare un uomo, e credo che le mie socie non se la prenderanno. Questo è l’editoriale che Charb, disegnatore illustre, direttore di Charlie Hebdo e vittima dell’attentato di ieri, scrisse in difesa della libertà di espressione nel 2012:

Rire, bordel de Dieu
“Peins un Mahomet glorieux, tu meurs.
Dessine un Mahomet rigolo, tu meurs.
Gribouille un Mahomet ignoble, tu meurs.
Réalise un film de merde sur Mahomet, tu meurs.
Tu résistes à la terreur religieuse, tu meurs.
Tu lèches le cul aux intégristes, tu meurs.
Pends un obscurantiste pour un abruti, tu meurs.
Essaie de débattre avec un obscurantiste, tu meurs.
Il n’y a rien à négocier avec les fascistes.
La liberté de nous marrer sans aucune retenue, la loi nous la donnait déjà, la violence systématique des extrémistes nous la donne aussi.

La liberté de nous marrer sans aucune retenue, la loi nous la donnait déjà, la violence systématique des extrémistes nous la donne aussi.

Merci, bande de cons.”

E domani? Domani continuiamo a scrivere, a lavorare, a raccontare storie, ad esprimere le nostre opinioni con forza e rispetto. Domani non cambiamo niente. Ma vigiliamo ancora di più, stiamo attente e siamo più solidali con chi viene attaccato per un’idea, un’opinione, una battuta, anche quando non ci piace.
Domani continuiamo, col rimpianto che non ci prenderanno più in giro, noi feministes malbaisées.

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6 thoughts on “Siamo Charlie

  1. Aggiungo qui la traduzione dell’editoriale:

    Dipingi un Maometto glorioso, e muori.
    Disegna un Maometto divertente, e muori.
    Scarabocchia un Maometto ignobile, e muori.
    Gira un film di merda su Maometto, e muori.
    Resisti al terrorismo religioso, e muori.
    Lecca il culo agli integralisti, e muori.
    Prendi un oscurantista per un coglione, e muori.
    Cerca di discutere con un oscurantista, e muori.
    Non c’è niente da negoziare con i fascisti.
    La libertà di ridere senza alcun ritegno la legge ce la dà già, la violenza sistematica degli estremisti ce la rinnova.
    Grazie, banda di imbecilli.

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    • Bello Gaia il tuo articolo, purtroppo però commenta un evento terribile.
      Spero che nessuno faccia l’errore di pensare che si tratta di guerra tra civiltà, come mi è capitato di sentire da qualche opinionista autorevole. Chi appartiene alla civiltà non può nemmeno pensare di eliminare la vita altrui in nome di pensieri, religioni, culture diverse.

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    • Grazie Gaia, per questo tuo pezzo davvero pieno di passione e sdegno, di tristezza e di coraggio. Mi é piaciuto molto. Non ci conosciamo ancora, ma spero di conoscerti presto assieme alle altre donne visibili di Lipsia.
      Un caro saluto
      Lisa Mazzi per Retedonneberlino e Retedonne e.V.

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  2. Grazie Gaia per questo pezzo pieno di passione e di amore e rispetto per il tuo lavoro.
    Ho bisogno di tempo per riuscire a fare una proposta per potersi opporre a questa atrocità in modo concreto ma nel frattempo grazie ancora per avermi ricordato che non è una guerra di “noi” contro “loro”.
    Da qui spero che possano partire altri commenti delle nostre amiche di LDV.
    Come ci siamo scritte oggi tra di noi “che momento terribile” e che bella la meraviglia di potersi scambiare liberamente opinioni via web. Difendiamo sempre questa libertà!

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  3. Carissime vedere le manifestazioni in Francia e poi in tutto il mondo mi hanno letteralmente commosso. Ieri c´è stata una grande manifestazione anche qui a Lipsia contro Pegida, il partito anti-Islam. Abbiamo partecipato in 30.000. Bambini, anziani sopratutto studenti hanno partecipato per dare una risposta a questo nuovo movimento di destra e a ciò che é successo a Parigi.
    L´Europa ha bisogno di questi momenti.
    Cosa succederà dopo? In che modo si potrà convivere? Come potremo imparare ad avere innanzitutto più rispetto verso chi ha un credo diverso dal nostro? La libertà di scrivere anche con la provocazione è importante. Lo affermano tutti, anche i politici i più conservatori. Ciò nonostante non basta. Il dialogo e la tolleranza devono essere
    l´obbiettivo principale.Creare le condizioni migliori perché questo avvenga è dovere di ognuno, sia esso musulmano, cristiano, ebreo o ateo.

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