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Cara signora Merkel, tutto ok?

Qualche giorno fa la comunità Europea, ovvero la Germania della Cancelliera Angela Merkel come paese economicamente più forte, ha deciso di dare una ultima chance alla Grecia per quanto riguarda gli aiuti finanziari.
Forse anche la Merkel ha visto i diversi servizi televisivi che ultimamente venivano trasmessi ogni giorno dalle reti televisive tedesche.
Strade svuotate, gente che non può pagarsi l’elettricità e vive al buio, bambini che seguono con il cappotto le lezioni in aule non riscaldate, ospedali con corpo medico ridotto al minimo, dove ogni giorno muoiono persone per mancanza di cure e medicinali.
Cara Merkel, pensi veramente che sia solo colpa della mentalità superficiale, spendacciona e corrotta tipica dei paesi del sud? Tu grande sostenitrice di una politica “sociale”, nata nella ricca Amburgo e per scelta del padre trasferita nella DDR, in un paesino del Brandenburgo.

A sentire te e il ministro delle Finanze Schäuble parlare dal podio del palazzo di vetro, date più l’impressione di voler punire che di voler risolvere i problemi che coinvolgono non solo la Grecia ma tutta l’Europa.
Se c’è un problema, cercare un capro espiatorio, eliminare il presunto colpevole dalla scena non porta molto lontano, perché il problema rimane. Anzi, si acuisce.

Lo stile di vita, la cultura, la lingua, il senso dell’umorismo, la morale, tutti gli aspetti della cultura greca, sono molto diversi da quelli della cultura tedesca – così come quelli tedeschi sono probabilmente diversi da quelli finlandesi.
Imporre delle regole da Bruxelles, fatte da persone che in Grecia non ci sono mai state e conoscono poco o nulla della sua cultura, ha e avrà sempre poca efficacia.
A ciò si aggiunge la tipica arroganza che i paesi piú industrializzati hanno da sempre verso quelli ad economia agricola.

Per poter collaborare in modo costruttivo è necessario avere rispetto, indipendentemente dalla religione, dal colore della pelle, dal sesso, dall’età e dai soldi che uno ha sul suo conto corrente.

In secondo luogo si deve ascoltare, conoscere, comunicare e fare autocritica.

Cara Merkel, non metto in dubbio il tuo stile di vita parsimonioso, ma il tuo rigore ha un tragico paradosso: non fa bene a chi ti sta vicino.

Il gioco sleale della Germania è di vendere tanto e comprare poco.

Avevo una conoscente che aspettava che qualche proprietario immobiliare fallisse per comprarne la casa per un terzo del valore. Non faceva mai la spesa nei negozi vicini, ma andava una volta alla settimana da Aldi, la catena discount diffusa in tutta la Germania e in Europa. I suoi prezzi sono talmente bassi che non oso immaginare come siano le condizioni offerte ai fornitori.
Comprava i vestiti per sé e per la sua famiglia solo da Hannes e Mauritz. Tutta roba fatta nei paesi in via di sviluppo che sfruttano per poco o nulla il lavoro di donne e bambini.
Questa donna se fosse stata imitata da tutti avrebbe fatto fallire l’economia di una città in poche settimane.
Che senso ha avere un conto corrente a più zeri, se tutto intorno c’è il deserto?

Cara Merkel, non solo rispetto ma anche generosità: chi ha preso tanto deve anche dare tanto.
Un paese che si deve “svendere”, come sta succedendo ora alla Grecia, perde la propria identità e forza.

Sì, sono profondamente delusa dalla tua politica “europea” attuale: il tuo spirito protestante, il tuo conservatorismo in malafede, non ti aiuta ma ti isola. Peccato!

L’Europa è un progetto meraviglioso che sto vivendo in prima persona, miglioriamolo senza tenere il dito alzato dal pulpito. Più comunicazione e flessibilità costituirebbero già un ottimo inizio.
Se la Grecia non ce la farà, non ci saranno né vincitori né vinti, ma un grande vuoto e soprattutto una grande chance mancata.

Le consiglierei quindi, come scrisse tempo fa su Limes Chrìstos Bòtzios,già ambasciatore della Grecia presso la Santa Sede, di leggere “La guerra del Peloponneso” di Tucidide.
È la storia di Atene e della sua arroganza verso Sparta, della sua fine ed impoverimento, dopo una guerra durata 27 anni.

Cara signora Merkel, tutto ok?

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5 thoughts on “Cara signora Merkel, tutto ok?

  1. Organizzazione è un dito alzato?

    Io ogni giorno ringrazio l’esempio dell’organizzazione tedesca : ce l’avessero avuto i greci, e aggiungo noi italiani!

    Pagare le imposte, chi piu’ chi meno si puo dibattere,ma sono le basi di una democraiza : chi ancora non ha voluto INVECE organizzarle è una vittima?
    Come mai noi italiani abbiamo tasse pesantissime sulla casa di proprietà, sarà forse perchè da noi esiste il catasto ed in Grecia ancora no?E siamo piu’ dell’88% a possederne una vuoi perchè ereditata, vuoi, e questo è ancora peggio, sudata a suon di mutuo.
    Come mai noi in Francia abbiamo una copertura delle ricette fiscali ad un tasso del 98,5% e la Grecia non arriva nemmeno al 20%?
    La matematica è la loro nemica?

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  2. Cara Flavia, che la Grecia abbia speso nella direzione sbagliata – vedi le eccessive spese militari; che sia un paese dall’altissima corruzione, come d’altronde anche l’Italia – su questo non ci sono dubbi. Il punto del mio articolo, che volutamente o non volutamente non sembri prendere in considerazione, è che oggi il problema Grecia è soprattutto un problema umanitario. Lo sappiamo benissimo che la politica finanziaria attuale della Comunità Europea si risolve alla fine in un estremo tartassamento fiscale dei ceti meno abbienti. Dal mio punto di vista, i governi che ha avuto fino adesso la Grecia sono senza dubbio responsabili di gran parte del tracollo di questo paese, però c’è anche una evidente ottusità della dirigenza europea e in particolare tedesca: non si può insistere a imporre una morsa fiscale per recuperare un debito pubblico che è impossibile da recuperare, non si può spremere di più un popolo già stremato e afflitto dalla povertà. Questa è pura follia e controproducente per tutta la Comunità Europea.

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  3. “La Grecia e le eccessive spese militari”??? No, è molto diverso : gli armatori sono da sempre ESENTASSE, come il 1° proprietario terriero, alias la Chiesa Ortodossa.

    L’abbiamo voluto noi europei questo?
    O l’hanno votato i greci?
    Un popolo è responsabile della sua democrazia, o lo siamo noi, quando ci chiede aiuto e noi non glielo “regaliamo”?
    Quale emergenza umanitaria dovuta a guerra, catastrofe, o altro disastro subisce la Grecia, se non una società democraticamente DISORGANIZZATA??
    Allora chiediamo gli stessi aiuti per gli evasori da noi, ti pare?
    “Alla fine” è una tua rinuncia a voler comprendere fino in fondo cosa è successo dell’economia che cambia nel mondo e solo adesso nei nostri paesi europei.
    Eppure questa allergia ai numeri dovrebbe essere curata : il baratro del prestito ha dimostrato che stiamo giocando sulla testa dei nostri giovani, e neanche questo a quanto pare spinge ad aprire gli occhi.
    La faciloneria con la quale identifichi il tartassamento fiscale è qualunquismo : spalanca le porte a sentimenti quali paura, diffidenza, chiusura.Le basi propizie del populismo : il primo coglione che urlerà “abbassiamo le tasse” o “non rimborsiamo piu’ i nostri debiti” avrà l’elezione.E poi? Tsipras e suo ministro delle finanze hanno già fatto figuracce su figuracce, la peggiore il dietro-front nei confronti dell’uscita dall’Euro.
    Ma a loro perdoni tutto a quanto pare.
    Io no.
    Uso ancora la testa e non mi fermo alle apparenze trompe l’oeuil…
    PS.La “morsa fiscale” per tua conoscenza : è prodotta dai governi di sinistra, per assicurare la distribuzione.Il problema cronico della distribuzione dei capitali, faro ideologico della sinistra alla quale anch’io naturalmente ho creduto e aderito da ragazza, è che non si puo’ non rispettare i bilanci e in mancanza di pareggio sottoscrivere prestiti sulle nostre teste a nostra insaputa.
    E’ andata cosi’ per decenni : si pompavano liquidità, aumentando l’inflazione, ma sembrava di avere piu’ soldi in tasca.L’Euro è stato scelto per unire politicamente l’Europa e soprattutto per finire con la “mascherade” del pompaggio di liquidità nelle banche centrali nazionali.

    Ma fin tanto che queste semplici basi non vengono acquisite, difficile leggere commenti che giudicano come “evidente l’ottusità della dirigenza europea e in particolare tedesca” e non riconoscere in questa espressione la tipica presuntuosità del bambino bloccato alla sua fase narcisistica….
    Che ti sia una volta chiaro, cara Lilli, e chiediti piuttosto :

    come mai il governo tedesco è riuscito a non delocalizzare la propria produzione industriale, e ad esportarla, ricavando ulteriori valorizzazioni grazie al cambio con le monete straniere che importano in euro?
    Perchè hanno riformato il mercato del lavoro, perchè a un cinese, a un americano CONVIENE comprare un buon elettrodomestico,o un auto tedesca : E QUESTO ALTRO NON E’ CHE LAVORO CHE LA GERMANIA HA SAPUTO MANTENERE E che saprebbe mantenere anche per l’Europa, se si seguissero le sue linee.
    Bello il concetto di “distribuzione “per tutti : meno chiaro è come produrre questa ricchezza prima di distribuirla.

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  4. Pingback: La nuova direttrice | Le Donne Visibili

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