Esperienze

Féminin Pluriel: una mostra di donne a Marrakech

Il 30 di aprile si è conclusa la mostra “Féminin Pluriel – l’espace physique et mental des femmes“ a Marrakech, presso la Fondazione Dar Bellarj. Per sei mesi sono stati fatti workshop, conferenze, performance. Il risultato è un pot-pourri di film, collage, dipinti, sculture e grafica.

Tutto inizia con una domanda rivolta alle donne del Marocco: chi sono? Da lì inizia un percorso di ricerca e di lavoro su se stesse.
L’io è da scoprire, perchè non c’è.
Se non riusciamo a parlare di noi con un pronome personale, perchè non ci è mai stato insegnato o ci è stato negato, abbiamo bisogno di altro per descriverci.
Parlare di noi in prima persona è un nostro diritto.

Ogni donna disposta a partecipare al progetto ha presentato cinque oggetti per rappresentare se stessa. Una vecchia foto, una lettera, una bambola, un ciuffo di capelli, un tappeto,un vaso, un tamburello, una lampada, un documento: gli “oggetti personali”. Non c’è bisogno di parole, loro dicono tutto di noi.

In una stanza vicina, donne di provenienze diverse rappresentano la donna con un manifesto. “Nos différences, c’est notre richesse “ è il messaggio di Berogoui Marwen, tunisina.
Vicino allo slogan sono raffigurate tre donne: una velata, una in bikini, una con giacca e pantaloni.

La mostra vuole rendere omaggio alla donna, al suo talento (specie nell’artigianato), alle sue gioie e ai suoi dolori (il numero di spose bambine in Marocco è in continuo aumento).

Poter vedere nel suk di Marrakech una mostra del genere mi ha profondamente stupito.
Oggi quando si parla di paesi arabi, vengono in mente gli attentati, il terrorismo,le persone in fuga.
In questa città magica, invece, ho sentito un’aria diversa e positiva.

Da quattro anni il sindaco è una donna madre di due figli e separata, Fatima Ezzahra El Mansouri.
Miracoloso è non solo il fatto che il sindaco sia donna ma soprattutto ciò che sia riuscita a fare fin’ora.
Madame El Mansouri sta infatti cambiando il volto della sua città.

Fatima Ezzahra El Mansouri
La Mellah, antico quartiere ebraico è in fase di restauro.
Sono in programma parchi, piste ciclabili, campi sportivi e un museo dedicato al patrimonio immateriale ovvero ai musicisti, ai cantastorie i danzatori che ogni sera animano la famosa piazza Jemaa El Fna.
Per strada donne velate con le mani coperte da guanti neri chiacchierano con donne vestite all’europea come se nulla fosse.

Quando arrivai qui per la prima volta 20 anni fa, percepii molta più povertà. La gente inseguiva il turista per ore pur di vendergli qualche tappeto berbero, c’erano mendicanti ovunque, le infrastrutture erano inesistenti.
Anche la mostra “Féminin Pluriel” sarebbe stata inimmaginabile. Grazie a questa mostra e alle attività concomitanti si sono create nuove reti di solidarietà al femminile. Le donne cambiano e il Marocco, spero, cambia con loro.

Féminin Pluriel a Marrakech
Ulteriori informazionisull’evento:
www.darbellarj.org
www.aufait.ma

Qui la pagina Facebook di Féminin Pluriel

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