Donne in vista/Esperienze

Die bessere Hälfte – La Dolce Metà

Barbara John, critica e curatrice d’arte, ha appena inaugurato a Lipsia la mostra Die bessere Hälfte (“La dolce Metà”), dedicata esclusivamente a donne pittrici che hanno studiato o lavorato alla famosa Hochschule für Grafik und Buchkunst (Accademia di Belle Arti di Lipsia). Lei stessa confessa di aver trovato una sorta di pozzo pieno di pietre preziose.

È bastato scavare e sono emerse storie e opere inaudite. La reazione è di gioia mista a frustrazione. Perché solo ora, perché così tante opere sono rimaste per anni sconosciute?

In tutto sono 32 le artiste selezionate, la cui opera è in parte esposta oggi nella Galleria d’arte della Sparkasse, la Cassa di Risparmio di Lipsia. Si parte da Elisabeth Voigt ,nata nel 1893, fino ad arrivare alle più giovani come Verena Landau nata nel 1965. Tutte sono passate dalla stessa Accademia. Elisabeth Voigt non solo fu una delle prime a studiare all’Accademia ma nel 1946 fu la prima ad insegnarvi. Una volta diventata lei stessa docente di disegno/anatomia artistica, preparò la generazione dei Maestri della Scuola di Lipsia, la Leipziger Schule, oggi tra i più conosciuti a livello internazionale come Wolfgang Mattheuer e Werner Tübke. Durante la DDR il suo lavoro all’Accademia viene sempre più ostacolato dal rettore di allora Kurt Massloff con la conseguente rinuncia al posto come docente. In quegli anni nonostante il 40 % degli studenti fossero donne, nessuna di loro occupò più tardi i posti chiave ovvero di pittura del triennio, le cosiddette “Fachklassen”. La scarsa presenza delle donne si ritrova solo nel corpo insegnante.
Petra Flemming una delle artiste più importanti e riconosciute (vedi il trittico “Donne” del 1973-1974) dalla Germania dell’Est , dopo la sua morte improvvisa avvenuta nel 1988, venne completamente dimenticata. Non la ricordò neanche la più grande mostra sull’arte della DDR “Lust und Last” avvenuta nel 1997.

Barbara John mostra come i temi ripresi dalle artiste siano spesso diversissimi. Ciononostante, la loro esigua presenza in cataloghi e mostre le relega ad autrici di piccoli ritratti o auto-ritratti. L’Accademia ha avuto dalle sue origini fino ai giorni nostri solo una docente di pittura per il triennio (nel 2006!): Annette Schröter.
Doris Ziegler, ex docente dei corsi preliminari oggi in pensione, raccontò qualche giorno fa, come un suo professore di pittura, il noto Werner Tübke, nonostante l’apprezzasse molto come studentessa, abbia più volte tentato di dissuaderla a fare la pittrice. “Perché vuole fare l’artista? È una bella donna, si sposi e metta su famiglia” fu il suo consiglio. Più tardi quando lei scelse di continuare a dipingere non la sostenne in nessun modo.

Il tema delle donne e l’arte non è nuovo.
Nel 1977 per la mostra “Artiste internazionali” organizzata a Berlino, furono raccolti 1000 lavori da tutto il mondo. Il lavoro fu faraonico, il budget a disposizione molto basso. Le prime reazioni oggi come allora furono: non esiste una pittura al femminile, “perché questa separazione, se la disparità di genere non esiste più?”.
Una mostra dedicata solo alle donne ha senso oggi?

Nel 2013 sulla rivista ART, Gesine Borchert riporta un intervento dell’artista Katharina Grosse: “Una mostra d’arte che parla solo di donne è un autentico dilemma, da un lato le donne acquistano più visibilità dall’altro la mostra dal punto di vista artistico rischia di risultare non sufficientemente interessante.”
Guardando la mostra di Lipsia, penso che le cose dal 1977 a oggi siano cambiate e in meglio. Tuttavia, come dice il famoso gallerista Gerd “Judy” Lybke, le donne in prima linea devono iniziare a darsi nuovi valori anche sul mercato. Il fatto che il lavoro di una pittrice di fama internazionale valga meno del suo collega dipende soprattutto da lei. Deve imparare a pretendere di più e aumentare il prezzo dei suoi quadri.

Dal 1990 al 2013 le donne a capo di musei e Gallerie private sono passate dal 26,4% al 55,5%.
Se le donne proprietarie di collezioni private, le direttrici e curatrici di Musei avessero più fiducia , interesse e curiosità verso le donne artiste, potrebbero essere il motore di una nuova grande rivoluzione culturale oltre che promotrici di un nuovo Big Business.

http://www.kunsthalle-sparkasse.de/die-bessere-haelfte.html

Die Bessere Hälfte - La dolce metà

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One thought on “Die bessere Hälfte – La Dolce Metà

  1. Ho avuto il piacere di vedere la mostra Die bessere Hälfte, insieme a Lilly e alla curatrice Barbara John, che ha davvero fatto un lavoro strepitoso!
    Mi è piaciuta così tanto che sono tornata a rivederla ieri. Che artiste, alcune inarrivabili, come Angelika Tübke, con i suoi ritratti e paesaggi bruegeliani!

    Mi piace

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