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Le Donne Visibili abbracciano la Francia

Ieri sera abbastanza tardi Anna è la prima che mi scrive: ” Fabrizia, dove si trova Lilli? So che è partita, hai visto cosa sta succedendo?”
Vado di corsa a leggere la prima pagina del Corriere e scopro cosa sta accadendo: l’orrore, la gente normale che muore di paura oltre che per gli attentati. Rimango alzata. Ci scriviamo tra di noi, scopriamo che Lilli sta bene e pure sua figlia. C’è questo desiderio di starsi vicino, di sentirci per rassicurarci che alla fine nulla è cambiato anche se tutto potrebbe cambiare.
Questa mattina mi alzo prestissimo per accompagnare la mia piccola agli allenamenti, sono addoloratissima. Penso a quale senso abbia quello che sto facendo,mentre le sorrido e preparo la colazione. La accompagno a fare il suo dovere, studiare, allenarsi, crescere, divertirsi con i suoi compagni. E forse trovo la chiave di volta, cosa posso fare io? Cosa possiamo fare noi? Come per mia figlia dobbiamo andare avanti, fare il nostro dovere, sorridere, continuare a fare quello che abbiamo fatto finora, ancora meglio.

Ieri sera, dopo poco, leggo un post di una psicologa, mi arrabbio subito: si parte con una pseudo-psicanalizzazione di quello che sta succedendo. La solita intellettualizzazione: cielo, non se ne può più! Si ricomincia con le colpe dell’Europa, di quando colonizzavamo e così via.

Ecco, di questo non abbiamo bisogno. Dobbiamo dire chiaramente che nulla può giustificare quello che è successo: uccidere civili inermi non ha nessuna motivazione plausibile. Se non crediamo noi nei nostri valori, nessuno lo farà al nostro posto e questa Europa è ancora uno dei posti migliori dove vivere, nonostante tutto.
Oggi sarebbe bello fare una proposta:  in tanti fuori nelle strade di tutte le grandi città europee, a passeggio, al ristorante, a teatro per dimostrare innanzitutto a noi stessi che non abbiamo paura, che la vita continua, che lo dobbiamo ai nostri figli, io lo devo alle mie nipoti italo/francesi, alle figlie degli amici con cui usciremo questa sera, lui italiano e lei di Singapore, difendendo le nostre libertà faticosamente conquistate. Per dimostrare che non abbiamo bisogno di leggi speciali o di altre proposte simili. Abbiamo bisogno di credere in noi stessi, nella nostra civiltà non contro qualcuno ma per tutti gli uomini liberi, continuando a fare il nostro dovere.

Per Parigi

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2 thoughts on “Le Donne Visibili abbracciano la Francia

  1. Grazie Emanuela,
    so che siamo in tanti a pensarla così e verso questa strada dobbiamo continuare, se non altro lo dobbiamo a chi non c’e’ più, andare avanti senza aver paura!

    Mi piace

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