Esperienze/Notizie

Per le strade di Colonia

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[Posto la mia foto perché questo pezzo dovete leggerlo guardandomi in faccia]

 

Parigi

  • 2005 tornando a casa la sera con la mia coinquilina, nel decimo arrondissement: un uomo ci segue, ci fa delle proposte volgari, ci allontaniamo, lo ignoriamo, continua, abbiamo paura, ci insegue per un tratto di strada finché arriviamo in un viale più trafficato.
  • 2008 Mercato Bastille, a fare la spesa il sabato mattina: mi accorgo che un uomo mi segue da una bancarella all’altra, e cerca di toccarmi sotto la gonna. Alla bancarella della frutta fa il suo tentativo, che schifo, mi giro infuriata senza neanche sapere cosa dire, si dilegua.
  • 2008 un sabato sera estivo, in giro con un’amica, stavamo andando a raggiungere degli amici a St Michel: prima offerte volgari poi insulti urlati quando abbiamo cercato di ignorare la cosa. Il ponte dove ci trovavamo era pieno di gente, nessuno è intervenuto.

Lipsia

  • 2014 andando in bicicletta verso Querstr., vicino al centro, dove avevo lezione di tedesco: in un passaggio pedonale stretto, io portando la bici a mano perché c’erano dei lavori stradali, un uomo mi mette una mano sul sedere e scappa.

Pechino

  • 2014 Passeggio dopo cena sulla Nanluoguxiang, una via pedonale molto frequentata nella zona degli hutong. Un uomo cerca di toccarmi nelle parti intime, approfittando di un ingorgo.

Per citare gli episodi che mi vengono in mente così, senza pensarci troppo (sì, ho un’ottima memoria).

In tutti i casi è stata una cosa veloce, giusto il tempo di rendersene conto e non abbastanza, ho pensato, da poter denunciare. Non avrei saputo chi, sinceramente.

E sono sicura di non essere stata sfortunata. Anzi, forse sono stata “fortunata” che in questi dieci e più anni di vita e viaggi in giro per il mondo non mi sia accaduto niente di più grave. Perciò non mi venite a raccontare che è Colonia, che sono gli immigrati nordafricani. Le aggressioni sessuali, più o meno violente, sono tutte figlie di una cultura maschilista di cui sono imbevuti uomini e donne, in Europa e altrove. In cui le donne sono a disposizione, sono di proprietà di un uomo e se non lo sono, se hanno l’ardire di andare in giro da sole, con altre donne, magari pure vestite come pare a loro, allora sono un piatto da buffet per tutti quelli che vogliono ficcarci le mani.

Se c’è una cosa che Colonia deve insegnare è che il rischio di aggressioni sessuali contro le donne è una cosa quotidiana, che può manifestarsi in ogni momento, in ogni città, e che limita di fatto la nostra libertà di persone di muoverci, di lavorare, di divertirci. Se possiamo trovare una cosa positiva nel post-Colonia è che la società europea potrà a causa di questi eventi rendersi conto di cosa vivano le donne tutti i giorni, e fare di tutto per cambiarlo.

Non cambiare l’orlo del mio vestito attenzione, (o della mia giacca a vento, se vogliamo essere storicamente precisi) ma la cultura, degli uomini e delle donne. A partire dalla cultura di massa: tv, internet, cinema.

Le aggressioni di Colonia sono state diverse per scala, cioè per numero, per intensità in uno stesso luogo, ma non sono nuove. Fanno parte della vita di tutte le donne tutti i giorni sin da bambine. Per eliminarle bisogna eliminare la radice ribadendo un concetto che fa piangere a dover ripetere: le donne non sono a disposizione degli uomini.

Le aggressioni avvengono in un clima di ineguaglianza, in cui la donna è considerata inferiore, da depredare o da difendere, a seconda della parte da prendere quel giorno.

Infatti non è per niente diverso chi dice “proteggiamo le nostre donne”. Gli aggressori di Colonia, gli autori di femminicidi la pensano proprio come voi. Dal momento in cui tu, da italiano, da europeo, pronunci una frase del genere sei proprio uguale a loro.

Io credevo, come ogni essere umano, di appartenere a me stessa: basta una passeggiata per capire quanti pensino che mi sbagli e debba essere messa al mio posto.

[Posto la mia foto perché questo pezzo dovete leggerlo guardandomi in faccia]

A seguito di questo articolo sono stata intervistata -sabato 9 gennaio- da Antonella Palermo su Radio Vaticana, potete ascoltare qui l’intervento.

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123 thoughts on “Per le strade di Colonia

  1. Pingback: europunkt – Ruşine, mânie, neputinţă. Româncele sclave sexuale în Sicilia

  2. Si é vero gli uomini ,e non ha importanza la loro razza,cultura o educazione,sono convinti che noi donne siamo a loro disposizione e non conta come sei vestita (basta pensare agli attacchi alle suore),io ho avuto proposte persino quando ero incinta….noh i maschi si sono abituati a credere che io sono di tutti….noh!!!!!io non sono a disposizione di nessuno e non voglio essere protetta o difesa voglio essere rispettata !!!!!

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    • Sono un uomo, rispetto le donne tutte, e capisco il disaggio che ALCUNI uomini possono recare alle donne, ma parlare in termini generalizzati dei maschi denota tanta ignoranza, equivale a dire: la gente di colore è così, gli ebrei sono così, le donne son così, e via discorrendo, spero che lei mi capisca e non si offenda, per altro io sono un uomo maschio, ma non ho mai osato importunare alcuna donna.

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    • Se io come uomo generalizzassi in modo negativo verso tutte le donne, a qualcuno di voi piacerebbe? Purtroppo noto che in molti argomenti promossi da donne, si generalizza verso l’uomo mettendo tutti nello stesso calderone degli orchi. Io personalmente fin da ragazzo sono stato insegnato a diffidare dalle donne facili e portare il massimo onore alle donne dignitose. In una piattaforma logistica dove lavoro io, c’è una giovane donna del servizio pulizie (L’UNICA DONNA NELLA STRUTTURA) Lei è una ragazza carina da poter “interessare” a molti, ma il suo buon costume e atteggiamenti da ragazza seria, porta tutti gli uomini della piattaforma a portarle rispetto e molta delicatezza nei suoi confronti. Certo esistono ” maschi” malati che non guardano con che donna hanno a che fare, ma grazie a Dio esistono un buon quoziente di uomini che sanno contenersi e rispettare la donna come persona e non come oggetto. Quindi credo che sia giunto il momento di smetterla di sentirvi delle vittime. Concludo. Io provo disgusto per le femministe e per i maschilisti. Nemmeno con mia moglie mi permetto di fare degli avanzi se non trovo il suo consenso e disponibilità. Io credo come me c’è ne sono uomini che amano la propria donna e rispettano le altre donne al punto di soffocare i propri istinti passionali per non usarsene come oggetto di desiderio. Per i lavoro che faccio ho avuto a che fare con molte donne per cui avanzi me ne hanno fatto in modo esplicito e implicito, con questo che dico che tutte le donne sono delle volgarissime P…..? NO!

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  3. Grazie dell’articolo, perché mette in luce una problematica più o meno presente in moltissimi paesi del mondo. Secondo me anche in Italia. I dati Istat dicono che 100 donne all’anno vengono uccise dal marito, dal fidanzato o da un ex e che il numero di donne vittime di violenza di qualsiasi genere è di 1 milione e 150 mila. Io stessa da piccola ho subito un episodio di abuso da parte di uno zio, ma ero troppo piccola per reagire. E pure rari episodi di “toccheggiamenti” vari ed evenutali, su autobus oppure apprezzamenti verbali. (Non sono neanche così bella). E così altre donne che ho conosciuto.
    Sempre per mia esperienza, ho raccontato quello che mi è successo, per reagire e nell’ottica di contribuire ad un miglioramento della situazione sociale, ma la reazione, eccetto dagli amici stretti, è stata di dirmi che forse avevo fatto qualcosa per provocare, che magari non era proprio andata così, che stavo esagerando. Mi sono sentita sola. (Vorrei anche dire che frequento gente laureata…quindi non è questione di “cultura”).
    Perché non se ne parla mai abbastanza di questo fenomeno? Cosa si fa per prevenirlo? Quanto se ne parla in casa e a scuola? Quale educazione si dà in casa ai figli e alle figlie? Quanto viene realmente condannato, nei fatti e nelle parole? Quale rete sociale viene costruita per accogliere e sostenere vittime di abuso?
    Quello che è successo a Colonia può darsi che sia un fenomeno diverso, perché più organizzato, ma il mio timore è che venga strumentalizzato, sia per chi difende a tutti i costi tutti gli immigrati, sia per chi li vuole cacciare.
    Penso che l’episodio debba servire per tentare di migliorare la situazione noi tutti quanti insieme, e non per metterci in contrasto.
    Un uomo che fa violenze e abusi va condannato e isolato, che sia immigrato solo o in gruppo, che sia italiano o che sia uno straniero in patria. Grazie per il bell’articolo Gaia e per i numerosi commenti interessanti.

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  4. Grazie a tutte e tutti quelli che ci stanno scrivendo le loro testimonianze, le loro opinioni e considerazioni. Una comunicazione di servizio: i commenti ci mettono qualche tempo ad apparire, ma state tranquille/i, ci sono tutti, anche se non vengono pubblicati immediatamente! Grazie davvero per il vostro tempo e la vostra attenzione, siamo tutte e quattro commosse per questo sostegno, in maniera particolare, lo potete immaginare, io!

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  5. A me sto articolo sembra proprio un vetero femminismo da quattro soldi. Rispondo con due ovvietà ma che evidentemente non sono chiare a chi scrive

    ” ribadendo un concetto che fa piangere a dover ripetere: le donne non sono a disposizione degli uomini.”
    1) Se le donne fossero a disposizione degli uomini la mia abitazione ne sarebbe piena, sfortunatamente non lo è

    “Le aggressioni avvengono in un clima di ineguaglianza, in cui la donna è considerata inferiore, da depredare o da difendere, a seconda della parte da prendere quel giorno.”
    2) Questo è il top…. la donna, mia giovane amica, è fisicamente inferiore all’uomo, se ne faccia una ragione. Se non lo fosse tutte queste aggressioni non avverrebbero.

    Ci pensi qualche minuto e magari riveda la sua posizione. Continuando in questo modo non farà che del male alle sue colleghe donne.

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    • Scusi Nicola, a me pare che i suoi commenti siano l’illustrazione migliore dell’articolo di Gaia: da quello che scrive, lei sembra pensare alle donne esattamente nei termini di “oggetto” (casa mia ne sarebbe piena). La sua posizione rappresenta la faccia occidentale di quel fenomeno che noi oggi condanniamo come espressione di una cultura “inferiore”, non abbastanza “moderna” (occidentale). Che tristezza…. Rita

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      • Rita penso alle donne come “soggetti” non “oggetti”. Ho risposto con due ovvietà e non in modo più articolato perché mi sembrava che l’articolo stesse farneticando tentando di inserire un vetero femminismo di altri tempi in un contesto che nulla centra.

        La signorina che scrive confonde abitudini “culturali” (intese nell’accezione originale del termine) con sessismo.

        Se in cina la donna è vista come ammennicolo atto alla riproduzione non è questione di maschilismo o femminismo, è banalmente una questione di cultura, di ambiente e non capisco chi siamo noi per poter andare in cina e imporre nel nostre abitudini. Se non vanno bene quel tipo di comportamenti la soluzione è molto semplice: basta non andarci.

        Spero di essere stato chiaro

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      • Caro Nicola, nonostante cerchi di usare un linguaggio forbito, nonostante cerchi di impressionare con una terminologia da liceo classico, sai cosa penso di te??? Penso che sei solo un uomo frustrato, troglodita, maschilista, menefreghista. Sarebbe troppo fatica sprecata per me… per noi donne dare una risposta ai tuoi commenti, con quello che hai scritto dimostri quanto piccolo sei e quanto purtroppo noi donne dobbiamo ancora combattere ( Non con la forza fisica) contro l’ignoranza di voi uomini.

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      • Pensavo di meritare qualche risposta attinente alle mie osservazioni/ovvietà ma vedo che i miei ragionamenti non sono stati colti dal lettore del blog e le uniche risposte contengono una serie di invettive che mai mi sarei immaginato (vergognati, troglodita, frustrato, menefreghista, ignorante etc.).

        A proposito di ignorante: che cosa esattamente ignoro?

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  6. Gennaio 1998 Città del Messico: Un uomo si masturba sui miei jeans e altri mi palpano approfittando del fatto che nel vagone della metropolitana siamo stipati come sardine, il mio compagno è a pochi passi ma non può fare niente. Realizzo solo dopo che sono l’unica donna nella metropolitana, quel lunedì mattina. Il giorno precedente la metropolitana era piena di famiglie anche con bambini, oggi, giorno lavorativo, sembra di essere in un altro mondo. Non avevo letto da nessuna parte che era meglio evitare di prendere la metropolitana nei giorni lavorativi e non posso denunciare nessuno, ovviamente.

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  7. vorrei fare una riflessione sulle donne e il loro vestire. Non sarebbe il caso che le donne che girano per le città si vestissero un po più decenti ? vederle che mostrano le cosce con le minigonne ed il seno quasi scoperto, non sarebbe il caso di andare più decenti ?

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    • Questo significa dare la colpa alle vittime e questo è molto ingiusto oltre che pericoloso. Ti ricordo che si viene aggredite anche indossando una giacca a vento, e che vengono aggredite anche le suore. Ci vuoi tutte col burqa? Io no, grazie.

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  8. …peccato che la discussione si sviluppi in questo modo…anche durante le dittature la frase classica per giustificare le migliaia di persone uccise: in fondo se l´è voluta. Questo modo di pensare purtroppo non porta da nessuna parte.

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  9. Me lo ricordo come se fosse ieri, rientravo con mia madre da una cena, avrò avuto 13 anni, ricordo persino il mio completo a fiori bianco e nero e la borsa tracolla. Mia madre era alla mia destra e sentì avvicinarsi qualcuno in bicicletta tirò la mia borsetta dalla sua parte temendo uno scippo. Ma il farabutto era interessato al mio fondoschiena (…che by the way non è mai stato così interessante!). La sua mano aperta sulla mia natica la sento con disgusto ancora adesso. Ricordo che reagii con violenza e nonostante lui fosse in bici gli riuscii a piazzare una sberla nel centro della schiena con tutta la rabbia che avevo dentro. Lui, continuando a pedalare,si piegò in due, si girò e alzò la mano per mandarmi a quel paese, come dire: “eh tutta sta foga per una palpatina!”
    Quella reazione mi ferì ancora di più e ancor oggi credo sia la cosa più grave, sminuire quel gesto, come in tanti fanno anche oggi, come se la “palpatina” fosse meno grave di qualsiasi altra violenza.
    Grazie per questo pezzo!

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  10. Nicola, ma stai scrivendo queste cose seriamente?
    Credi a quello che scrivi?
    Rileggi un momento con calma e per favore abbi rispetto di noi uomini.
    Non vorrei che chi legga pensasse che siamo tutti come te.

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  11. Gentile Signora,
    Non sono solito commentare ma questa volta mi va di farlo.
    I termini di rispetto verso le donne c’è purtroppo ancora molto da fare e i suoi racconti ne sono una dimostrazione. Ogni forma di violenza o abuso fisico e psicologico deve essere sempre e con forza condannata e questo non solo verso le donne ma anche verso i più deboli, verso i bambini o coloro che non possono, per regioni anche solamente sociali, economiche o culturali, impedire la prevaricazione.
    Mi lasci però dire che leggendo il suo articolo, in quanto persona rispettosa del prossimo, non riesco ad evitare di sentirmi accomunato in termini di genere a dei mascalzoni, morti di fame, reietti, ladri e stupratori, meschini ed emarginati, ecc. che negli episodi a cui ci riferiamo però aggredivano anche altri uomini, derubandoli anche della loro dignità, umiliandoli di fronte alle signore che li accompagnavano.
    Come la mettiamo col sesso in questo caso? Anche a me e’ capitato di essere stato aggredito e umiliato e dunque? Solo perché non mi hanno messo le mani sulle parti intime e perché non mi sono riuscito a difendere non posso rivendicare il mio stato di Uomo e persona libera di muovermi.
    Capisco il moto di sdegno, di condanna è il senso di squallore e di disgusto che mi accomunano a lei nella condanna ma guardi che quelli avrebbero abusato, come hanno fatto, non solo dei corpi delle signore purtroppo presenti, ma anche degli uomini, dei loro beni e della loro dignità.
    Si tratta di far applicare delle leggi che esistono e di continuare, dando il meglio di noi stessi, a dare il buon esempio anche quando si tratta di giudicare quello che succede senza stare lì pronti ad approfittare di quello che accade per scopi diversi e a volte personali.
    La salutò e la ringrazio per l’occasione di poter avere un confronto su un tema così importanti come il rispetto tra le persone.

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  12. Non sono d’accordo nell’assimilare le violenze di Colonia a qualsiasi altro tipo di molestia sessuale random.
    Da quello che si legge, le violenze di Colonia erano organizzate e di massa. Si sa ancora troppo poco sullo sfondo della vicenda, ma se ne fosse confermata l’organizzazione questo va letto come un attacco ben piu’ grave e politico di una molestia isolata.

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  13. Un uomo che ti tocca il sedere e scappa, diciamolo, ha dei problemi! Un uomo che segue una donna cercandone il contatto fisico e non la complicità, il consenso, l’intesa, è un triste onanista. La donna è un oggetto e basta per lui. C’è una nota preadolescenziale in un comportamento simile. Il processo di cosizzazione della donna è durato millenni. Si è invertito da troppo poco tempo. Si ha il dovere di accelerarne lo svolgimento, agendo -concordo pienamente- a livello culturale e quotidiano. Certi gesti eclatanti di inciviltà, la rivendicazione della difesa delle “nostre donne”, sono tutti esempi di tentativi di resistenza a questo processo di emancipazione. Per questo bisogna operare con pazienza, non in silenzio, ma neanche a voce troppo alta (le grida stonano con l’intelligenza), con sommessa ma ferrea determinazione.

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  14. Assimilare i fatti di Colonia con le molestie raccontate è un errore gravissimo.
    La Cultura Occidentale riconosce da tempo alle Donne la loro Dignità, le molestie sono frutto di problemi individuali e di poca Cultura di alcuni soggetti.
    I fatti di Colonia sono frutto di una Cultura, che non è quella Occidentale, in cui la Donna non ha la stessa Dignità dell’Uomo e della scelta, di quegli individui, di vivere in Europa da predatori.
    Se non cogliamo questa differenza e non reagiamo in modo appropriato, non saranno in pericolo solo le Donne.

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  15. Battuti, moralmente, ancora una volta da coloro che, solo a chiacchiere, disprezziamo. Credo che a Colonia e nelle altre città europee dove sono avvenuti quegli “incidenti”, i maschi autoctoni fossero in stragrande maggioranza rispetto a quei “selvaggi”, eppure hanno assistito “inermi” agli oltraggi cui sono state sottoposte le loro donne. Un fatto come quello, in una città mussulmana, l’asfalto sarebbe stato rosso di sangue, a fine festa. Dobbiamo difendere il ns mondo e dare un segnale identitario forte, a cominciare dai ns costumi, sessuali affettivi e civili, che vengono aggrediti prima di altri aspetti che pure ci appartengono. Noi difendiamo più l’agroalimentare che il ns modus vivendi.

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  16. Grazie per l’articolo che mi ha ricordato diverse vicende di molestie sessuali, tra l’Italia Francia, Svizzera, Austria…situazioni sempre orribili in cui ci si sente jndifesi, un vero pezzo di carne.

    Ma leggendo l’articolo ed i commenti, mi viene da pensare all’assurdo della situazione aldilà della violenza cieca e barbarica successa a Colonia: sollevo una questione che concerne noi donne – ma perchè abbiamo sempre bisogno di giustificare le nostre scelte d’abbigliamento come se fossero del tutto casuali ed indifferenti.

    “ma se le piace vestirsi così, lasciala”

    Sia detto tra noi, quando si mette una mini gonna o una scollatura lo si fa per attirare l’attenzione, mica solo perchè si ha caldo. Mica solo perchè ci sentiamo bene vestiti così…

    Anch’io sto bene in topless ma non esco così. Nemmeno mini gonne o scollature fanno parte delle mie scelte vestimentarie (e non mi vesto come una suora) – per la semplice ragione che cerco con pudore di preservare il mio corpo perchè non diventi un oggetto di desiderio per qualsiasi passante. Vestiti bene si, ma non c’è bisogni di esibirsi.

    E siamo lontani dal BURCA – che anzi trovo paradossalmente ancora più “attira-sguardi”.

    Non mi piace ridurre l’essere vivente al suo genere, ma ci sono delle differenze, che sono ricche e preziose, tra uomo e donne. Non viviamo le stesse cose nello stesso modo.

    Parlando con amici uomini mi hanno spesso confidato che il rapporto al proprio corpo, il rapporto alle relazioni sessuali, sono diverse da come li percepiamo noi. Oltre all’evidente differenza culturale un uomo è attraversato da sensazioni forse più forti in un primo luogo – una reazione ‘fisica’ innegabile – là dove la donna è più cerebrale, ha bisogno di altri stimoli…detto in altre parole, un uomo deve fare un lavoro più grande per imparare a controllare il proprio desiderio.

    Non dico che una donna con la mini gonna se la va a cercare, ma di fronte ad un uomo che già non ha capito come governarsi, gli manda un messaggio: guarda che belle gambe che ho, ma non le puoi toccare, tié!

    In ogni caso io, come donna, forse soprattutto da quando sono diventata mamma, non sopporto di vedere donne troppo svestite, provo pietà per loro – perchè mi chiedo quanto devono sentirsi povere dentro per mettersi tanto a nudo, per cercare nello sguardo di sconosciuti un desiderio che non trovano nelle persone vicine.

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    • Bianca una donna ha tutto il diritto di mettersi la minigonna per tutte le ragioni che vuole, non è una “poverina”, è una donna libera come te che non la metti! Donne e uomini si vestono per se stessi e per il prossimo, fa parte della nostra libertà. E un uomo per quanto possa desiderare una donna, nuda o vestita, non deve toccarla senza il suo consenso se lo fa è in torto lui!

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  17. Cara Gaia
    Mi è dispiaciuto -e molto – leggere le tue disavventure. È vero che certi uomini vedono le donne come oggetto di piacere chiunque esse siano ed è vero che questo atteggiamento e il prodotto di una cultura maschilista. Ma non sono d’accordo sulla tua analisi di quello che è accaduto a Colonia. Li non si parla di un maniaco o un porco che ha allungato le mani. A Colonia c’è stato un vero assalto ad un gruppo di donne da parte di un gruppo di amiconi che volevano divertirsi un po’. E guarda un po’ questi amiconi erano tutti musulmani la religione che rispetta le donne la vita i diritti altrui per excellance. Sii prudente: le aggressioni a sfondo sessuale accadono decine di volte al giorno dappertutto. Un assalto così no.

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  18. Purtroppo è mortificante ma ancora adesso è così. Tanti di noi maschi, pur se non azzarderebbero mai la benché minima azione materiale lesiva nei confronti delle donne, ritengono di poter giudicare e classificare una donna dai comportamenti in maniera diversa da come farebbero con in Uomo. Si capisce anche dalle risposte quì date. Penso sia difficile spogliarsi del nostro ”specifico maschile”, almeno per quanto mi riguarda. Gli altri, tutti anche moglie e figlie, sono delle persone -e NESSUNO È DI NESSUNO – e come tali vanno rispettate. Punto. Basterebbe questo, senza eccessi di bontà o di altruismo, senza perbenismo o solidarismo. Buon anno a tutte, anzi a tutti.

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  19. Quando si creano i presupposti perchè ci siano gruppi di soli uomini( in una fascia di età compresa tra 15-30 anni, noi una volta li mandavamo in guerra eh mica ci mandavamo i vecchi)in strada alcolizzati e intrisi di una cultura retrogada forse eh, le poveracce non se la sono proprio cercata.Forse diventa più un problema di sicurezza, ma probabilmente starnazzare e non capire nemmeno la differenza tra quello che può essere un attacco isolato e facilmente individuabile e un attacco organizzato e per questo di natura diversa è molto difficile per chi ancora una volta cerca di sminuire ciò che è successo alle vittime.Su, non lamentatevi per una palpatina.

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  20. Cara Gaia, comunque si dica di aggressioni fisiche o a sfondo sessuale, sono tutte cose che ti lasciano una traccia, e, a differenza della cicatrice sul corpo che ouò sparire o essere eliminata, la cicatrice “psicologica” che resta dentro non verrà mai cancellata. Da nulla e da nessuno.
    A me di donne a casa mia ne basterebbe una sola, e non è affatto vero che le donne sono inferiori, e se girano un pò più scoperte dell’immaginario di qualcuno, che si giri dall’altra parte così evita di farsi venire strane idee. Ben vengano, comunque al limite della decenza. Le minigonne o le camicette un pò aperte non le vedo volgari, vedo più volgare l’uomo che sbava letteralmente dietro una donna un pò più scoperta.
    Magari avere “una Gaia” al proprio fianco, forse qualcuno non parlerebbe così.

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  21. La cultura occidentale attuale considera la libertà delle donne come un valore fondamentale.

    Quella Islamica considera la sottomissione della donna come un valore da imporre.

    In entrambi i casi esistono eccezioni individuali. Perciò si troverà il molestatore europeo così come si troverà l’islamico che vive con la compagna.

    Quello che non succede è che mille europei si mettano d’accordo per andare insieme a molestare e stuprare centinaia di donne.

    Se partono in mille non è più un’azione (criminale) individuale, ma una applicazione concreta di una cultura condivisa.

    Basta pensare ai Mille di Garibaldi. Non erano isolati, ma rappresentavano la realizzazione pratica della cultura risorgimentale italiana.

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  22. Io non penso che il suo paragone regga: una cosa è essere molestati da un singolo, cosa assolutamente criminale ma che, a meno che non accada in zone chiuse e senza possibilità di nessun aiuto non può essere paragonabile alla sensazione di panico che può derivare dall’accerchiamento di centinaia di persone fra le quali non sembra esserci nessuno disposto a darti una mano, nè puoi sapere quando e a quale punto intendano fermarsi.

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  23. Mi sorprende un poco leggere come obiezione principale all’articolo di Gaia che “quanto è successo a Colonia ha un’altra valenza, ha una gravità superiore”. Dove sta la gravità superiore, mi chiedo? Sta nel fatto che gli aggressori erano tanti, e per di più stranieri e musulmani? Allora Sta nei numeri? Ma davvero 7.450-8.000 vittime di aggressioni sessuali all’anno circa solo in Germania – avvenute per la maggior parte in ambito domestico – vi sembrano cifre e fatti da sottovalutare rispetto a quanto successo solo in una notte? E perché? Perché gli aggressori erano musulmani? Dobbiamo dire che le 100 vittime di San Silvestro siano più importanti delle quasi 8000, cifra fra l’altro che è appena scesa di poco rispetto a 15 anni fa? Spero che chi ha apposto l’obiezione della superiorità e maggiore gravità delle aggressioni di San Silvestro a Colonia rispetto alle “odiose ma purtroppo comuni” aggressioni sessuali che avvengono ogni giorno e ogni anno, spero, dico si accorga di rientrare magari senza volerlo, ma di fatto di rientrare fra tutti quelli che ancora considerano la violenza di genere come una “violenza di serie b”. Perché è appunto questo il rischio, come ha bene esposto Chiara Saraceno nel suo articolo su Micromega :

    “Ma se il carattere di massa e organizzato deve far preoccupare per un così visibile scollamento, da parte di alcuni gruppi di migranti vecchi o nuovi, rispetto alle regole della società di accoglienza, anche il comportamento delle forze di sicurezza, più che ad un paese democratico avanzato, fanno pensare appunto a quei lontani paesi in cui queste cose avvengono: una polizia che non vede, non interviene, sottovaluta, quando non è complice. Ed anche il troppo lungo silenzio e imbarazzo della stampa lascia perplesse.

    Se anche fosse vero, come si dice, che si è trattato di una reazione da politically correct, per non soffiare nel vento della xenofobia in aumento (ma anche i giornali di destra sono stati zitti), vorrebbe dire che non toccare la sensibilità dei migranti, non rompere equilibri politici delicati sulla questione dell’accoglienza ai richiedenti asilo, hanno avuto la priorità rispetto alla difesa della libertà e dignità delle donne. Appunto. La sicurezza delle donne, la loro libertà di movimento e di azione, non è al sicuro non solo perché ci sono bande di stranieri che sfogano le proprie frustrazioni e affermano la propria esistenza aggredendole, ma soprattutto perché anche i loro civili, democratici, acculturati concittadini, specie quelli in posizione di responsabilità, sottovalutano i rischi e la realtà della violenza di genere, da qualsiasi parte e per qualsiasi motivo essa avvenga.

    Con il rischio che l’aggressione che hanno subito questa volta non diventi motivo per interventi migliorativi della loro sicurezza, sulle piazze, ma anche nelle case e negli uffici dove rischiano percentualmente molto di più, ed anche per fare del rispetto per le donne – del paese di accoglienza, ma anche della propria famiglia e del proprio gruppo – uno dei criteri per concedere il diritto a rimanere, ma venga utilizzata come strumento nel conflitto politico sui migranti e richiedenti asilo. Un uso strumentale anche questo, che mette il fatto in sé della violenza di genere ancora una volta in secondo, o terzo, piano.”

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  24. “.. Le aggressioni sessuali, più o meno violente, sono tutte figlie di una cultura maschilista di cui sono imbevuti uomini e donne, in Europa e altrove.”?.. Forse un tantino in piu altrove? Prova a farlo in Arabia Saudita un articolo del genere… C’e’ un abisso tra la cultura occidentale e quella medio orientale in termini di diritti. Ma vuoi scherzare… I criminali sono dappertutto ma certo se la cultura e la societa promuove determinati comportamenti questi di certo non appartengono all europa! Prova ad informati sulla condizione della donna in quei paesi prima di fare tutto un brodo…

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  25. circa tre anni fa ero in barca con degli amici , una mia amica stava criticando un amico che stava lavando i piatti ; Dvi fare cosi’ , il detersivo è la’ insomma era un po’ noiosa a un certo punto l’ho vista salire in coperta con la faccia un po’ turbata . Piu’ tardi lui mi ha raccontato tutto tronfio ; “Hai visto l’ho fatta smettere le ho toccato il culo e lei si è imbarazzata e se n è andata , alle donne basta fare cosi’ e te le levi dai piedi !!!
    Vorrei dir che costui era un personaggio abbastanza istruito , insomma sembrfava uno normale ed è anche venuto a dirmelo !!!
    Neanche se ne rendono conto è assurdo !!!

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  26. Post come questo dovrebbero farci solo rendere conto di quanto le nostre amiche, compagne e sorelle siano spesso costrette a vivere poco serenamente (quando va bene) solo in quanto donne, anche nel nostro paese e nella nostra cultura. Cercare di spostare la discussione su altre cose significa che in realtà non ce ne importa nulla, che in fondo non le riteniamo cose significative. E invece stiamo parlando di libertà.

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    • Caro Alberto, siamo state sommerse dai commenti quindi è difficile rispondere a tutte e tutti voi. Ma ho deciso di scrivere a te per ringraziarti di avere colto in modo così preciso quello che volevo esprimere. Mi fa molto piacere e mi ripaga anche di tutti quei commenti poco pensati o poco gentili che ho dovuto leggere. Ne approfitto per ringraziare lettori e lettrici che hanno fatto di questo spazio un meraviglioso dibattito. Grazie.

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      • Grazie a te, solo fa tristezza dover ancora ripetere queste cose, vedere come alla fine quattro commenti idioti vi costringano ancora una volta a difendervi e giustificarvi, E fa tristezza anche pensare che niente di quello che diciamo io e te farà cambiare idea a qualcuno dei commentatori. Detto questo continuiamo, perché quando si tratta di libertà scoraggiarsi non è opzione praticabile. Un abbraccio collettivo.

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  27. Mi scuso, nel mio ultimo commento sono stato insultante e negativo e non avrei dovuto. Approfitto allora di questo ulteriore intervento per dire che noi maschi, anche senza esserne consapevoli, siamo spesso intrisi di sessismo, ed è attraverso questo filtro che poi guardiamo e ci facciamo un’opinione sulle questioni che riguardano le donne (e comunque sempre anche noi). Proviamo a guardarci dentro con sguardo aperto e a cercare di capire gli automatismi della nostra mente. Chiediamoci come trattiamo le donne che ci sono vicine, chiediamolo a loro. Bandiamo dal nostro vocabolario le espressioni e gli insulti sessisti, che abbiamo imparato da ragazzini e che magari ci sembrano divertenti o innocui. Non sto dando lezioni a nessuno, condivido con voi il percorso che ho fatto io e che ancora sto facendo. Grazie per l’attenzione.

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    • Grazie ad Alberto per la puntualizzazione sull’inconsapevolezza maschile. Sta proprio nel divenire consapevoli, nella riflessione ad altre possibilità, una possibile crescita e la speranza di eradicare la violenza contro le donne. Ma è anche il caso di dire che non tutti gli uomini, per fortuna, sono uguali. Quanto al resto della discussione, è stato già detto molto e non vorrei dilungarmi. Constato solo quanto questo post abbia saputo sollevare una problematica molto sentita.

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  28. Pingback: Colonia, rifugiati e violenza sulle donne - La Bottega delle Storie

  29. Ciascuna di noi potrebbe fare l’elenco degli incontri spiacevoli, compresi gli esibizionisti dalle uscite di scuola in poi. Ma cosa c’entra? A Colonia, o nelle altre città della Germania è stata messa in scena una rappresentazione politica di forza contro le donne ma anche contro gli uomini di quelle donne. E prima corriamo ai ripari meglio sarà.

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    • Sono una donna eppure non mi è mai capitato che un uomo mi mancasse di rispetto.
      Pur avendo lavorato a stretto contatto con uomini di diverse età.
      Ho sempre adottato un comportamento normale, amichevole ma fermo, dignitoso e rispettoso soprattutto verso me stessa.

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  30. ho aspettato un pò dopo i fatti di Colonia ed altri che si sono presentati ultimamente. ho osservato molte interviste a musulmani. si evince una sola cosa: è vero che succede anche da noi, ma è riprovato dalla stragrande maggioranza. invece loro giustificano i loro confratelli di Colonia e altri….e ci dicono anche che la donna per essere rispettata si deve velare….ci insegnano loro l’integrazione se non s’è capito.

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  31. Pingback: Assistenza vocale: una questione di genere?

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  33. Pingback: Tanti auguri a noi! La mia vita da Donna Visibile | Le Donne Visibili

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