Esperienze/Notizie

Dall’Australia a Lipsia a 90 anni – Ruth Rack e le pietre dell’Olocausto

Dal 2005, Lipsia commemora annualmente le vittime del regime nazista con la posa in opera degli “Stolpersteine”. Le pietre d’inciampo sono dei blocchetti in cemento con applicata una targa in bronzo in cui viene inciso il nome, la data di nascita, il luogo della deportazione e la data di morte delle vittime del nazismo.

L’idea è dell’artista tedesco, Gunter Demnig.

Nel 1992 venne posta la prima pietra a Colonia davanti al municipio in occasione del 50esimo anniversario in cui si ricordava in particolare la persecuzione dei Sinti e dei Rom. Scopo del progetto è stato quello di dare un nome alle vittime di cui spesso si conoscono i numeri ma non i nomi delle persone che li rappresentano. Oggi esistono più 56.000 targhe in 20 paesi europei.

In Italia la prima pietra è stata posta in opera nel 2010.
Roma e Torino sono le città italiane con il maggior numero di “Stolpersteine”.
Nonostante io viva in questa città da diversi anni, non avevo mai avuto occasione di partecipare all’evento.

Poco tempo fa un amico mi disse che Ruth Rack, conosciuta in Australia 16 anni fa, sarebbe venuta apposta da Sidney per assistere alla posatura della targa dedicata ai suoi genitori.

Ruth Rack nacque 90 anni fa a Lipsia.
Il padre era cantore presso una delle sinagoghe della città. Durante  la notte dei cristalli, il 10 novembre del 1938, la sinagoga venne distrutta. Da quel momento la vita della famiglia Rack cambiò radicalmente. I genitori decisero di espatriare ma riuscirono ad ottenere solo due visti. Dovettero aspettare fino al 1939 per ottenere la possibilità di far scappare Ruth attraverso il “Kindertransport” organizzato dal governo inglese.

Più di 10.000 bambini furono accolti da famiglie disposte ad aiutarli dando loro vitto e alloggio.

Il primo settembre del 1939 la Germania entrò in guerra invadendo la Polonia. I visti erano nel frattempo scaduti e non fu più possibile rinnovarli. Il padre di Ruth morì nello stesso anno a Sachsenhausen, la madre a Belzyce in Polonia nel 1943.

Finita la guerra Ruth si trasferì a Londra dove iniziò a lavorare come attrice di teatro. Nel 1950 si sposò e lo stesso anno si trasferì in Australia.

Dopo anni di assenza dalla Germania, Ruth è arrivata a Lipsia per presenziare all’evento tenuto il 7 maggio.

Davanti all’ingresso del palazzo N.18 della Pfaffendorferstraße  una ventina di persone erano presenti davanti all’ingresso. Tra queste, l’ideatore dell’iniziativa Gunter Demnig, alcuni esponenti dell’associazione “Stolpersteine” e gli abitanti del caseggiato.
La cerimonia è stata breve.

Ruth ha raccontato brevemente la sua storia.
Le targhe dedicate ai genitori sono state inserite tra le pietre di granito del marciapiede. Un musicista con il suo sassofono ha accompagnato il rito.
Prima di lasciare la casa e passare alla prossima tappa, dove sarebbe avvenuto lo stesso rituale, Ruth ha voluto vedere il cortile.
Osservando i balconi in legno ha riconosciuto le finestre dell’appartamento dove aveva abitato tanti anni fa. Un signore,  dopo aver dichiarato che quello era l’appartamento dove ora vive con la sua famiglia, ha invitato tutte le persone presenti in casa sua.

Il momento è stato molto commovente. Ruth, nonostante i cambiamenti dovuti ai vari restauri succeduti nel tempo, ha riconosciuto ogni stanza: la cucina, il bagno, la camera da letto, il soggiorno.

L’iniziativa degli Stolpersteine è molto controversa.

Tanti ebrei sono contrari. Charlotte Knobloch, la donna che presiede la comunità ebraica di Monaco, ritiene che, vedere ogni giorno dei passanti calpestare e sporcare i nomi incisi sulle targhe, sia un fatto non solo insopportabile ma anche inaccettabile.

Gunter Demnig a questa critica ha risposto dicendo: “per leggere la targa ci si deve quasi inchinare, come si fa a calpestarla?”  La fase più importante per lui è comunque quella che precede l’evento. La ricerca negli archivi, la raccolta dei fondi (una Stolperstein costa 220 Euro), gli incontri con i parenti delle vittime. Per Gunter Demig l’iniziativa delle Stolpersteine è diventata col tempo una missione. Finché avrà forza non smetterà mai di posare Stolpersteine per tutta l’Europa.

 

Per maggiori informazioni:

 

http://www.stolpersteine.eu

Ruth Rack e Lilly Bozzo Costa

Ruth Rack e Lilly Bozzo Costa

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