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Donne nella letteratura scolastica: assenti!

Libri, di Syd Wachs

Foto di Syd Wachs, da Unsplash

di Sabrina Campolongo

Da molto mi interrogo sulla questione della scrittura femminile, tra necessità di parlarne e rischio di ghettizzarla. Ha senso parlare di scrittura femminile? Non dovrebbe ma lo ha, è quello che mi sento di rispondere, non come categoria ontologica, ma nel senso di donne che scrivono e che hanno scritto.

Ho qui a casa l’antologia Il Novecento di Mario Pazzaglia. Sapete quante scrittrici sono analizzate in 1041 pagine (centrate sul Novecento italiano, ma con excursus nelle letterature europea ed americana)? 0. Zero. Non la Morante, non la Deledda, non la Banti, non la Ortese, non la De Céspetes né la Ginzburg né Antonia Pozzi. Niente Woolf e niente Wolf, niente De Beauvoir, niente Colette e niente Duras ovviamente… Tutte assenti.

Sul sito dell’editore, Zanichelli, del testo si dice: L’antologia della letteratura italiana di Mario Pazzaglia è stata, per più di 35 anni, non solo una delle opere più importanti del catalogo Zanichelli, ma dell’intera editoria scolastica italiana. Per molti anni è stata l’antologia più diffusa, specie negli istituti tecnici, per i quali venne in origine pensata. Nel 1966 uscì l’edizione, un po’ più ampia, per i licei. Fra il 1964 e il 1990 oltre due studenti su dieci studiavano sul Pazzaglia.

Quanti studenti e studentesse hanno studiato su quest’antologia negli ultimi 35 anni?
Un’altra obiezione che mi sento rivolgere, quando mi rendo antipatica parlando di questa questione con qualche uomo illuminato, è: colpa vostra, la comunità dei lettori è composta più da donne che da uomini, dati alla mano. Vero, ma se dalla scuola arriva la percezione che la letteratura ‘seria’, quella che finisce sui libri di testo sia solo maschile, quante donne penseranno che le scrittrici abbiano prodotto solo quei romanzetti da leggere in spiaggia ma da non condividere, per carità, se non vogliamo correre il rischio di apparire frivole?

Rileggo in questi giorni il troppo dimenticato saggio di Carla Lonzi, «Sputiamo su Hegel» e mi sembra che parli anche di questo.

«Della grande umiliazione che il mondo patriarcale ci ha imposto noi consideriamo responsabili i sistematici del pensiero: essi hanno mantenuto il principio della donna come essere aggiuntivo per la riproduzione dell’umanità, legame con la divinità o soglia del mondo animale; sfera privata e pietas. Hanno giustificato nella metafisica ciò che era ingiusto e atroce nella vita di ogni donna.»

Mettiamoci anche i professori tra i sistematici del pensiero, perché è nella scuola che il pensiero nasce.

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4 thoughts on “Donne nella letteratura scolastica: assenti!

  1. Mi fa molto piacere che venga ribadita la mancanza di VISIBILITA delle donne – in questo caso in letteratura. Mancanza chiaramente dovuta alla visione androcentrica della nostra società. Questo post di Sabrina fa da contrappunto e completa il mio, apparso a marzo proprio su questo blog al femminile, intitolato Donne in-visibili. In esso ho discusso dell’assenza del movimento femminista nei libri di storia.
    Non so se sia un fenomeno strettamente legato alla cultura italiana, o se sia globale. Non ho abbastanza elementi per affermarlo con sicurezza. Ma un fatto rimane e confermo quanto dice Sabrina: nei miei studi di Lettere, l’attenzione alla letteratura femminile è stata minima, laddove una pratica consapevole non era presente. Così, negli studi di anglistica, ho trovato molta più disponibilità a studiare la letteratura al femminile che in quelli di italianistica. Di ciò avevo già parlato 3 anni fa sul mio blog: chi lo volesse può leggere il post del 1.7.2014, La letteratura è donna, ma la scrivono gli uomini (https://manuelabonfanti.wordpress.com/2014/07/01/la-letteratura-e-donna-ma-la-scrivono-gli-uomini/). Questo post è importante, poiché dimostra che si diffonde sempre più la consapevolezza, a cominciare da noi donne, che siamo state messe da parte. Inconsapevolmente, certo: non penso che vi sia mai stata l’intenzione di negare rilievo all’operato femminile. Faceva semplicemente parte della mentalità comune. Se soltanto potessimo usare il passato, potremmo ritenerci già soddisfatte.
    Ho oggi più che mai la certezza che le grandi dimenticate dalla storia, dalla letteratura, dai grandi exploit, dalle scoperte rivoluzionarie, eccetera, sono esistite, e in maggior numero di ciò che pensiamo. Ed è nell’air du temps di questo momento storico, l’iniziare forse, infine, a ridare loro il lustro che hanno sempre meritato.

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  2. Pingback: Donne e letteratura: invisibili / Femmes et littérature: les invisibles / Women in literature: invisible – VOCI DAL SILENZIO

  3. Approffito di questo articolo per commentarlo con un altro articolo.
    Boys will be boy, Die Zeit Nr.21/2016, di Susanne Mayer redattrice del settimanale Die Zeit. Si tratta di un commento fatto in occasione della pubblicazione del libro BRD Noir Autori: Philipp Felsch (1972) e Frank Witzel (1955) . Il libro parla della Germania degli anni 50. Gli anni di formazione di Susanne Mayer.
    Gli autori trattano di Konrad Adenauer, Helmuth Schmidt, Wim Tolke e altri. Le donne sono assenti o quasi. Ovvero.. si parla di Boris Becker e non di Steffi Graf. Si loda Le Corbusier ma non Eileen Grey…Solo ad Hannah Arendt vengono dedicate un paio di pagine. Si parla di Martin Luther King e non viene fatto nessun accenno ad Angela Davis.
    Werner Fassbinder si! Margarethe von Trotta….Chi era costei?

    Susanne Mayer descrive così la sua reazione. Ein halbes Jahrundert frauenbereinigt. Es ist sozusagen mein Leben ohne mich . Un mezzo secolo di pulizia da figure femminili. È come se fosse stata raccontata la mia vita senza di me! E uno degli autori è nato nel 1972!

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