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Dipartimento mamme, nonne, zie e cugine: letture estive

Eh va beh, in altre faccende affaccendata, imparando un nuovo lavoro e conoscendo una nuova città che mi piacciono entrambi moltissimo, la notizia che il primo partito italiano ha istituito un dipartimento mamme è arrivata anche a me. E mi ha preoccupata.

Come antidoto propongo la lettura di questa riflessione di Loredana Lipperini: https://www.facebook.com/ledonnevisibili/posts/1592504610820574?notif_t=like&notif_id=1500967238320162

e soprattutto l’intervista a Chiara Saraceno: http://espresso.repubblica.it/attualita/2017/07/17/news/chiara-saraceno-il-maschilismo-ormai-e-sdoganato-1.306329

Questa decisione -del partito al governo ricordiamolo-, mi preoccupa, come dice Loredana Lipperini.

Photo by Steinar Engeland on Unsplash, una famiglia di playmobil in vacanza

Photo by Steinar Engeland on Unsplash

Prima riflessione sessista buttata lì, che mi aspetto subito, sì, mi sono svegliata in malafede: ti dà fastidio perché non sei mamma. Prima di tutto, nello spazio pubblico sarei madre, e non mamma. Usare il termine mamma, quello familiare, intimo, rispedisce la donna nell’immaginario chiuso della casa.

E poi questo commento lo rispedisco io diretto al mittente. Un dipartimento per i disabili, per le persone vulnerabili mi farebbe piacere, anzi è necessario, anche se non mi riguarda direttamente. Mi viene da pensare che chi ti dice che una cosa non ti interessa o ti infastidisce perché non ti riguarda direttamente è perché lui o lei la pensano così. Eh beh, siamo diverse.

Un ministero per le Pari Opportunità, che ricordiamo non è creato per le donne ma per tutti quei cittadini che si trovano in una situazione di discriminazione per ragioni diverse, quello sì che servirebbe.

Anzi, ti dico di più: io penso che ci sia bisogno di un’attenzione particolare della politica nei confronti dei genitori. Di chi, uomo o donna che sia, decide di avere un figlio. Questo dipartimento invece mi preoccupa perché rafforza gli stereotipi e discrimina sia gli uomini che le donne. Insomma, fa l’opposto di quello che la politica dovrebbe fare: invece di rendere tutti più liberi, rende tutti un po’ più schiavi di idee imposte dall’alto.

Un dipartimento mamma è quindi un affronto linguistico, che nasconde un affronto sociale. I genitori possono essere maschi o femmine, madri e padri, in diverse combinazioni.

Questo dipartimento è un affronto sociale ai padri, che vengono come al solito relegati in secondo piano, quasi accessori nella vita dei figli. Sì, se fossi un uomo e un padre sarei pure più arrabbiato. Perché invisibile, come praticamente invisibili sono i due giorni DUE concessi per il congedo paternità. Il che equivale a dire che allevare un figlio è una responsabilità della donna, della mamma. Le madri e i padri che vorrebbero vivere una genitorialità condivisa lo devono fare a prezzo di sacrifici enormi (di soldi, di tempo) e molti ne escono sconfitti loro malgrado, sconfitti da una società che non li vuole uguali.

E’ un affronto alle donne, che non compaiono in quanti tali, in quanto persone, ma in quanto “mamme”, ridotte a una funzione biologica e costrette in un ruolo che deve essere una scelta, non un dato di fatto e non la definizione della loro vita.

“Finché non si dirà che il cammino è comune (padri e madri, insieme: e non lo dico io, lo diceva Simone de Beauvoir negli anni ’40) non se ne esce” L.Lipperini

Perché non possiamo stare zitte? Ce lo dice Chiara Saraceno: «E se nella sensibilità comune gesti così finiscono per essere accettati, sa cosa succede? Che chi, come me, per tutta la vita si è battuta contro le discriminazioni, finisce per tacere. Mi succede sempre più spesso: rimango zitta, mi autocensuro, perché alla fine continuare a battersi contro gli stereotipi stanca davvero»

Ma stando zitte questo è il rischio che corriamo: “la battaglia è sempre più difficile perché si nutre della presunzione che in fondo alle donne vada bene così. Che per il fatto di essere libere di agire, di vestire, di determinarsi, in fondo accettino come del tutto normali comportamenti maschilisti: “Non facciamo drammi, che sarà mai””C. Saraceno

Noi non siamo ancora stanche, anche se ce la mettete tutta a esaurirci, e quindi parliamo ancora. Per i genitori, per le famiglie di ogni tipo, contro le “mamme”.

Aspetto i vostri commenti.

Aggiunta: la nostra Alessadra Spada ha delle proposte più ragionevoli di un dipartimento delle mamme: il dipartimento delle Donne, dei Figli e dei Genitori, della Cura e già che ci siamo della MAGIA. Leggete le sue riflessioni qui: http://www.faccioquellocheposso.com/2017/07/dipartimento-della-magia/

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2 thoughts on “Dipartimento mamme, nonne, zie e cugine: letture estive

  1. Ho seguito la notizia e i commenti e non posso che condividere. Ormai certi problemi dovrebbero essere affrontati secondo la realtà, invece si scelgono questi colpi di teatro. I nostri politici vivono su un altro pianeta e non scendono mai

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