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Mostra “Donne e mafia”. Lipsia si avventura in un territorio ancora poco esplorato

Se si pensa alla “mafia” nell’immaginario collettivo affiora sicuramente un mondo esclusivamente maschile, anzi maschilista. Ma il binomio “Donne e Mafia” esiste ed è contaminato da una forte ambiguità.

Da una parte l’organizzazione criminale ha sancito da sempre l’esclusione delle donne. Alle donne infatti non è consentito fare giuramento di fedeltà all’organizzazione, perché il loro primo dovere è quello di essere fedeli ai propri uomini, gli uomini d’onore.

Tuttavia, si è potuto riscontrare e documentare negli ultimi decenni anche un accresciuto ruolo della donna nella vita criminale e anche una partecipazione sostanziale ed attiva nell’organizzazione di stampo mafioso.

donneemafia

Il mondo femminile che ruota attorno al fenomeno mafioso è variegato: donne “padrine”, donne d’onore, donne complici, donne vendicatrici, donne vittime, donne eroine perché hanno rotto il muro del silenzio. Ma anche donne che hanno combattuto in prima linea la mafia, donne che hanno lottato per l’affermazione della legalità, donne che hanno documentato e raccontato attraverso la scrittura o la fotografia i fatti di mafia. Ma anche moglie o sorelle o figlie, vittime di grandi perdite, di omicidi, di attentati.

 

La mostra “Donne e Mafia” racconta queste donne attraverso 45 pannelli illustrati, in lingua italiana ed in lingua tedesca. Donne che hanno avuto un coinvolgimento diretto o indiretto nella mafia oppure sono state protagoniste nell’antimafia. Nel dare visibilità ad alcune di loro si vuole anche mantenere viva la memoria e l’attenzione su quelle donne, tante, che per il loro impegno e il loro coraggio sono diventate simbolo di liberazione, emancipazione e lotta nei confronti del fenomeno mafioso.

 

La mostra è stata ideata e realizzata nel 2013 dal Coordinamento Donne Italiane di Francoforte in collaborazione con altre istituzioni ed è già stata ospitata in molte città. A partire dal 17 maggio ha fatto tappa a Lipsia presso il Hörsaalgebäude dell’Università. È promossa da Rete Donne Lipsia e curata e coordinata da alcuni componenti del Comitato Scientifico del Centro Interdisciplinare di Cultura Italiana (CiCi), attivo presso l’Istituto di Romanistica, in particolare da Franziska Andraschik, Nicole Rundo, Maria Giuliana, Margherita Siegmund, Anne-Kathrin Gitter.

L’inaugurazione della mostra è stata allietata da un intrattenimento musicale di voce e pianoforte, in collaborazione con l’Opera di Lipsia. La mostra sarà aperta fino a luglio. Per i mesi di maggio e giugno è previsto anche un programma di eventi collaterali alla mostra stessa, quali la proiezione di un film e una conferenza.

Questi ulteriori appuntamenti sono occasioni importanti per riflettere insieme, in modo più approfondito, sulle caratteristiche del fenomeno, sempre attualissimo, che riguarda il rapporto donna/mafia. Un tema complesso che comprende anche l’immagine che la cultura e l’immaginario visivo ci rimandano delle donne/sulle donne coinvolte nella criminalità organizzata, il loro ruolo nella società odierna, il loro rapporto con il potere, l’estraneità occulta e manifesta delle donne dai processi di violenza e dal mondo dell’illegalità.

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