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Leggendo le notizie dall’Afghanistan

Solo qualche giorno fa vi scrivevamo i nostri auguri di ferragosto. Abbiamo l’abitudine di staccare completamente, noi tre che per lavoro e attivismo siamo quasi sempre connesse. Non posso dire altro che: mi sto godendo le vacanze, ho mille pensieri in testa, ma di una vita mia, felice.

Il mondo va avanti, o indietro, anche quando non lo guardiamo. Infatti negli stessi momenti Kabul e l’Afghanistan tutto tornano nelle mani dei talebani. Essere donna è una condanna a morte o una prigionia a vita.

Esistiamo entrambe, anni luce una dall’altra. La donna afgana e io. Io con il caso, altri dicono la fortuna, non saprei come altro chiamarla, di essere nata in una delle parti più libere del mondo.

Guardo lo smalto corallo fluorescente sulle mie dita. Forse un altro capo di imputazione per una condanna a morte. La società può ben misurarsi da come vivono, anzi da come sono costrette a vivere -e morire- le donne. Nessuna è perfetta, ma alcune sono giorni infernali.

Esistiamo entrambe nello stesso momento. Non potrebbe esserci contrasto più stridente. Io in vacanza, lei che si domanda quando la verranno a prendere. Perché è una studentessa, perché è single, perché canta, perché dipinge, perché fa la maestra, perché ha un’attività, perché è avvocata, perché è divorziata. Perché è.

Cosa possiamo fare? Non lo so bene, ci sentiamo affrante e impotenti come molte di voi. Io ho pensato a questa lista. Cerchiamo di pensarci insieme: se avete idee, non esitate a mandarcele!

  • Mandiamo contributi a organizzazioni che aiutano le persone a sopravvivere, a proteggersi, a scappare. Pangea Onlus ha dato lavoro a lungo a donne afgane e sostenuto i loro progetti tramite microcredito. Ora cerca di proteggerle e aiutarle a fuggire. Ho contribuito e vi lascio il link, in caso lo vogliate fare anche voi: le donazioni sono libere, ognuna può farle secondo le proprie possibilità. Consiglio sempre di cercare associazioni con una storia verificata, ad esempio ci sono anche Medici senza frontiere o Emergency.
  • Amplifichiamo le voci di esperte, giornaliste e organizzazioni del luogo o che si occupano delle questioni in maniera verificabile da anni*. Informiamoci solo da fonti affidabili, riconosciute e verificate. Non lanciamoci in opinioni e discussioni se, appunto, le esperte o le testimoni non siamo noi. Offriamo il nostro spazio o la vostra voce a chi ne sa, a chi lo sta vivendo, a chi ha esperienza nel raccontarlo.
  • Non dimentichiamo mai che non ci siamo meritate di nascere qui, è capitato. Pensiamoci bene quando votiamo. Quello che succede oggi è anche responsabilità della comunità internazionale. Dei governi dei nostri paesi. Nostra.

*Una lista di fonti che vi consiglio. Io stessa ne so poco: non esitate a mandarci i vostri consigli e la aggiornerò grazie a voi.

One thought on “Leggendo le notizie dall’Afghanistan

  1. Pingback: Frozan Safi | Le Donne Visibili

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