Leggere

Il lavoro gratuito e invisibile delle donne. “Calibano e la strega” di Silvia Federici

di Manuela Bonfanti

Silvia Federici, Calibano e la strega. Le donne, il corpo e l’accumulazione originaria. Mimesis 2020 (2004, prima edizione in inglese).

Calibano e la strega è una pietra miliare degli studi di genere, ben documentato a livello storico e colmo di spunti di riflessione. Presenta un innovativo punto di vista sul lavoro delle donne, con un’ampia critica alla posizione marxista, che rivisita al femminile. Riesamina inoltre le ragioni della caccia alle streghe nell’ottica capitalista, come fondamento dell’asservimento delle donne.

Tralasciando le complessità che completano il quadro teorico, mi concentrerò sugli aspetti storici e sociali che hanno determinato la svalutazione di quello che l’autrice chiama il “lavoro riproduttivo”. Esso comprende il lavoro domestico, quello legato alla maternità e, in un’ottica più recente, ingloba anche quello di cura degli anziani nel nucleo famigliare. Tutti questi lavori sono svolti quasi esclusivamente dalle donne, gratuitamente, e il loro pagamento costituisce una delle rivendicazioni di Silvia Federici, femminista, filosofa e scrittrice italiana che da oltre 5 decenni vive negli USA. Ella difende questa idea dai primi anni ‘70, a controcorrente dal mainstream, che l’aveva respinta per timore che il lavoro domestico venisse ufficialmente iscritto nel genere femminile. Per quanto sostenibile, questa posizione non coglie la reale portata della teoria della Federici, riassumibile in un aspetto cardine: quello che svolgono le donne all’interno delle famiglie in modo gratuito è un lavoro a tutti gli effetti e remunerarlo equivarrebbe a renderlo visibile, riconosciuto e ricompensato.

La copertina delledizione italiana del libro

Questo saggio è fondamentale per capire il processo che, svalutando le donne e indebolendone la posizione sociale, le ha indotte a fornire lavoro gratuito dopo il passaggio all’economia monetaria, quando per gli altri lavori è stata adottata una ricompensa in denaro. Per escludere il lavoro riproduttivo dai servizi remunerati sono state attuate delle strategie che l’autrice spiega e documenta in modo convincente. La prima tra tutte, esaminata nei dettagli, è il ruolo giocato dalla privatizzazione della terra nel passaggio dall’economia di sussistenza del feudalesimo a quella monetaria, e come esso abbia funto da elemento di divisione e competizione tra uomini e donne. Un altro aspetto essenziale è la caccia alle cosiddette streghe, un processo che entro il XVII ha sottomesso tutte le donne tramite minacce, tortura e sterminio.

Per sopravvivere, le donne furono obbligate a trasformarsi in esseri passivi, obbedienti e di poche parole, indaffarate e caste. L’autrice illustra come i due processi, di privatizzazione e di sottomissione, siano intimamente legati, inquadrando in tal modo il genocidio delle streghe in un contesto più ampio di quello studiato dagli storici, apparentandolo a un’operazione politica mirante al controllo del corpo quale mezzo di riproduzione delle classi lavoratrici e smantellando le teorie che vedevano la stregoneria solo come un’antica religione matriarcale che l’Inquisizione voleva distruggere. Secondo la Federici, le teorie classiche non colgono il nesso tra lo sterminio e lo sviluppo di nuovi interessi economici: il corpo della donna, asservito a dovere, serviva a riprodurre massicciamente la forza lavoro, divenuta scarsa dopo la peste nera, per abbassare i costi della manodopera. La sessualità fu incatenata e colpevolizzata per rispondere alla necessità di controllare il corpo e il processo riproduttivo, con conseguenze che perdurarono per secoli. Da ciò conseguì la criminalizzazione del controllo delle nascite e la graduale privazione delle competenze che fino ad allora erano state appannaggio femminile, quali l’assistenza al parto o all’aborto.

Questo saggio è una base fondata per comprendere l’asservimento delle donne a partire dal suo solco storico, al fine di proporre un nuovo paradigma di significato e di azione. Chi si interessa alla remunerazione del lavoro riproduttivo troverà inoltre ne Il punto zero della rivoluzione una serie di importanti riflessioni, riassunte nel post di luglio Lavoro domestico: un servizio al capitalismo, sul blog Voci dal silenzio

Manuela Bonfanti è un’autrice italo-svizzera che vive in Francia. Scoprite i suoi articoli in italiano e francese sul blog Voci dal silenzio e sulla pagina Facebook dedicata

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