avvento delle donne visibili

Lina Wertmüller

L’abbiamo amata per la sua arguzia, per il suo spirito caustico, per il suo carattere forte. A ben vedere, “carattere forte” nel suo caso è riduttivo, anzi, è proprio un eufemismo.


Diciamo la verità: noi l’abbiamo amata per il suo caratteraccio.

E l’abbiamo amata per il suo non conformarsi mai, per una tenace, difesissima libertà creativa e di satira.

Non si è mai fatta inquadrare in nessun movimento, neppure quello femminista – per quanto lei stessa sia stata (e sia tutt’ora, anche in morte) un esempio di forza e emancipazione per noi donne.

Insomma, ha sempre “diretto” il proprio pensiero e non si è mai fatta dirigere.

Le pagine del Guardian, del New York Times, e del Die Zeit la ricordano come una delle registe più importanti e iconiche dei nostri tempi, ma per noi – e per me personalmente –
Arcangela Felice Assunta Wertmüller von Elgg Spanol von Braueich, in arte Lina Wertmüller, rimarrà una figura di donna libera, prima ancora che artistica, di assoluto riferimento.

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