Chi siamo

Fabrizia Bergamini

Fabrizia

Fabrizia Bergamini Curti

Ho 47 anni, 4 figli, 1 marito, ho traslocato 6 volte in 18 anni, ho 1000 e piu’ passioni; sono co-fondatrice delle Donne Visibili insieme a Annamaria, Gaia, Lilly.
Alcune volte i numeri ci dicono gia’ molto.

Sono laureata in Lettere, specializzata in Pedagogia Sperimentale, dando gli esami per poter insegnare italiano, storia e filosofia.
In questi anni in cui mi sono occupata della mia famiglia ho sempre studiato, a Luton per un altro corso universitario, le lingue, francese e inglese, ora tedesco. Ho sempre scritto, due anni in cronaca per un quotidiano appena superata la maturita’ classica e poi ovunque fosse possibile, compatibilmente con gli spostamenti frequenti e i ragazzini da crescere.
Vivere all’estero (in Belgio, Danimarca e ora in Germania) e’ stata una sfida e una scuola di vita incredibile. “You get out what you put in” e’ la massima che forse meglio mi rappresenta e poi cercare di fare e di conoscere al meglio possibile, con una grandissima passione per tutto quello che mi circonda.

Lilly Bozzo-Costa

Lilly

Lilly Bozzo-Costa 

Mancina, critica stile „Mafalda“, personaggio che adoro, ex scout convinta (peccato che non ci siano ovunque!), viaggiatrice instancabile laddove ci sono civiltà antichissime, raccoglitrice-collezionista di…..semi, fiori secchi, articoli di vecchie riviste, conchiglie, stoffe, immagini.. serve quasi tutto per avere l´ispirazione giusta al momento giusto, architetta con passione , i miei modelli-mito tra i tanti sono: Charlotte Perriand, Carmen Pinos , Kazuyo Sejima, Lina Bo Bardi, Marianne Brandt.

Adoro Genova la mia città quasi natale (sono nata a Milano) e Lipsia la mia città d’adozione (dal 1998!) che si sta rivelando sempre più accogliente e ideale per viverci, ho una tendenza per il melting-pot anche se costa tanta energia, ma ne vale la pena per conoscere meglio se stessi e gli altri.

Forse per questo ho una famiglia un po’ tedesca e un po’ italiana….concludo con una debolezza culinaria: la focaccia al formaggio di Recco e la pastiera napoletana che purtroppo  da queste parti non esistono.

Il Blog le „Donne visibili“ è per me una necessità, da 2000 anni le donne, in particolare le donne che per me contano non sono state abbastanza visibili, per donne intendo quelle che hanno mosso qualcosa senza avere la necessità di „ mascolinizzarsi“ o di essere raccontate da un mondo maschile …2000 anni di storia „non detta“ è un impresa ciclopica…

Gaia Manco

Gaia Manco

Gaia

31 32 anni, giornalista, europea, viaggiatrice e tante altre cose: www.gaiamanco.net
Lavoro per radio, tv e online producendo servizi multimedia su temi di società, salute-scienza-medicina, culture, attualità internazionale e cronaca nera in inglese, italiano, francese e stentatamente anche tedesco.
Sono sempre in partenza, forse ci siamo incontrate in un mercato a Libreville o in una strada di Pechino. Amo l’Europa, ma sto cominciando a vedere il mio futuro in un altro continente.

Non mi piace fare una cosa sola: ho lavorato come insegnante di lingua, di tanto in tanto lavoro come formatrice. Mi piace invece fare esperimenti di informazione e comunicazione.
Nel tempo libero, quando non scrivo: scrivo, viaggio, faccio giardinaggio e torte, creo blog mal aggiornati a ripetizione, e cerco di commettere più errori possibile:

www.accidentallyinjoburg.com (Podcast pieno di viaggi e avventure, preparate le valigie!)
www.unannopersbagliare.wordpress.com
www.lucyandgaia.wordpress.com

Più dei curriculum, mi piacciono le ricette, ecco la mia:
Mescolare due tazze di Lucy Van Pelt con una confezione di Simone de Beauvoir ed una di Doris Lessing. Amalgamare con tre cucchiai di Julia Child, due di Agatha Christie ed una manciata abbondante di Sylvia Plath. Servire accompagnato da un bicchiere di Christopher Hitchens.

Fondatrice delle donne visibili, scrivo e parlo già tanto altrove, per le donne visibili vorrei provare a stare un po’ dietro le quinte e sperimentare la content curation (cioè selezionare e presentare tutto ciò che di bello è gia stato scritto e inventato da altre) per creare una grande struttura/rete/lobby di sostegno alle donne e divertirmi nel frattempo. Ma mi sa che non riuscirò a stare dietro le quinte…

Anna Costalonga

Anna

Anna Costalonga

Sono nata nel 1972 in Italia,  in provincia di Pordenone. Ho coltivato da sempre la passione per la letteratura, la musica classica e contemporanea e la scrittura.

Nel 2008 ho preso un biglietto di sola andata per Lipsia, in Germania: qui vivo e qui lavoro e qui cerco di approfondire la vivace realtà culturale sassone e tedesca in generale.

Ho collaborato con blog letterari e musicali, alcuni miei testi si trovano su La Poesia e lo Spirito e Nazione Indiana.

Mi piace la poesia e la musica quando sono coraggiose e allo stesso modo amo le persone coraggiose, soprattutto le donne coraggiose che hanno fatto scelte controcorrente. Come quello di partire da sole per un paese straniero oppure rimanere da sole. Amo scrivere, ma non di tutto e per qualunque cosa, solo di ciò che reputo necessario: credo che sia necessario raccontare queste donne controcorrente, perchè ne voglio far parte.

11 thoughts on “Chi siamo

  1. Mi siedo sugli argini e sto spesso in bilico fra me e la vita che arde, i luoghi di parole dove so-stare sono viaggi a cui tendere.
    Un sorriso Tiziana

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  2. Come augurio per il nuovo Blog faccio mie le parole di Leymah Gbowee:
    “It’s time for women to stop being politely angry”
    Leymah Gbowee (Monrovia, 1º febbraio 1972) è una pacifista liberiana, organizzatrice di un movimento pacifista che condusse alla fine della guerra civile in Liberia nel 2003. Nel 2011, assieme a Ellen Johnson Sirleaf e Tawakkul Karman, è stata insignita del Premio Nobel per la pace.

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  3. Complimenti per l’idea di questo blog, mi piace molto !!
    Una brevissimo spunto: Io sono ingegnere meccanico e mi occupo spesso di cose tecniche. Dopo più di 15 anni di lavoro ancora molte persone quando devono discutere di questioni tecniche chiedono di parlare con “il tecnico”, dando per scontato che se stanno parlando con una donna lei di sicuro li potrà comprendere.

    … Non ci avevo mai pensato ma devo dire che mi piacerebbe fare la principessa di professione!!!

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    • Questa sera abbiamo parlato anche di linguaggio. Lilly raccontava di come in Italia le sue compagne di università la prendessero in giro perché si faceva chiamare “architetta” invece di usare il maschile.
      Però, se continuiamo a chiamare certe professioni con nomi maschili l’interlocutore cercherà sempre “l’uomo”: l’architetto, l’ingegnere, il tecnico, persino il presidente e il ministro!
      Perché non cominciare a introdurre “ingegnera meccanica”?

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  4. Qui in Spagna si fa già da qualche anno, anche in ambito pubblico. E la cosa avrebbe senso se però poi i politici, per la par condicio e per evitare di essere additati come sessisti, non diventassero asfissianti con i loro discorsi sempre più pieni di “españoles y españolas, señoras y señores, jueces y juezas, ministros y ministras, todos y todas, ecc.” Va bene la parità, ma a volte anche un pizzico di buon senso non guasterebbe. Credo che oltre al linguaggio bisogna guardare ai fatti. Che senso ha duplicare la durata di un discorso istituzionale e renderlo stucchevole, se poi, per fare un esempio, una donna libero professionista non può decidere di avere dei figli senza compromettere la propria carriera, perché lo stato non la sostiene nella conciliazione del proprio lavoro con la maternità o se quando nasce un figlio non si contempla la possibiltà per l’uomo di ridurre il proprio orario di lavoro e non sempre e solo per la donna??

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  5. Vi invidio per il vostro coraggio .ammiro la vostra voglia di vivere e il vostro impegno , vorrei essere una di voi invece sono solo un semplice uomo in continua ricerca.so a malapena l’italiano , comunque sono felice che esistete.Dario

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