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25 novembre: non è la mia giornata, è la tua

La giornata mondiale contro la violenza sulle donne mi lascia perplessa. Perché si concentra su noi donne come vittime. Non mi piace essere vista come vittima. Ma soprattutto non mi piace che ci si concentri sulle vittime, che già devono vivere ogni giorno -per quelle che sopravvivono- con le cicatrici. Non siamo la violenza che abbiamo subito o che potremmo subire.

Concentriamoci su chi la violenza l’ha commessa. Non sono io ad dover imparare. Io devo ricostruire, magari dimenticare, voi che il male l’avete fatto dovete ricordare.

Concentriamoci sulla cultura che ancora vede la donna come essere debole da proteggere quando va bene, possedere quando va male. Non sono io a dover prevenire, siete voi a dover imparare che non c’è Dio o amore a giustificare le botte, gli stupri, la pressione psicologica.

Concentriamoci sugli uomini e sulla loro educazione sentimentale. Sui bambini.

La giornata di oggi non è per me, la vittima potenziale. E’ per te, per parlare di cosa ti fa così tanto paura in una compagna tua pari, che pensa e vive per sé, e non per te.

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3 thoughts on “25 novembre: non è la mia giornata, è la tua

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